Fasulo: “Il mio nuovo film sulla disabilita’ ”

PORDENONE. «Sto per terminare un nuovo progetto cui tengo molto, un film dedicato a un gruppo di ragazzi diversamente abili e ai loro genitori». Alberto Fasulo, regista friulano di TIR, il film premiato al Festival Internazionale di Roma lo scorso autunno (e che uscirà nelle sale domani con un gala alle 21 al Visionario di Udine), ha regalato l’altra sera al pubblico di Cinemazero un’importante anticipazione sul suo prossimo lavoro. Accolto insieme al cast con un affetto speciale nella sua terra, tra una nutrita rappresentanza di autotrasportatori, i colleghi nella vita reale del protagonista del film, interpretato dallo sloveno Branko Završan (Rosencrantz e Guildenstern sono morti, No Man’s Land), Fasulo ancora incredulo rispetto al successo raggiunto, ha esordito: «La cosa più bella è stato sentirsi parte di un territorio e di una comunità, entrambi oggi, sentono il premio (il Marc’Aurelio d’oro appoggiato sul palco) come fosse anche loro. Questa è una sensazione magnifica. Il successo del film è andato oltre ogni previsione e sarà distribuito in diversi paesi del mondo». Viaggerà oltre confine questo film che sull’ispirazione on the road ha costruito la sua storia, quella di Branko Završan, ex insegnante, diventato camionista per ragioni economiche visto che sul tir guadagna tre volte di più che dietro la cattedra. Branko affronta un lavoro massacrante, notte e giorno, per lunghe settimane, legato al suo mezzo di trasporto, dove vive e si rapporta con il mondo. Il prezzo di questa vita non è quantificabile in denaro ma in solitudine. Niente prima classe per lo spettatore lungo le highway dell’Europa. Il mondo è tutto in quella cabina da cui la strada s’intravede attraverso i vetri appannati del camion. Branko carica mele, alimenti, maiali: poco importa. Il ritmo della vita è scandito dal computer di bordo e dalle telefonate della moglie. «All’inizio avevo pensato di girare il film con un camionista vero, ma in pochi giorni mi sono reso conto delle difficoltà. Mi hanno consigliato allora l’attore Branko mettendone in luce le sue grandi capacità. Insieme abbiamo affrontato questa esperienza, siamo stati insieme per 4 mesi dentro quella cabina attraversando l’Europa. Ho voluto raccontare questa storia, portare lo spettatore dentro la cabina del camion. E l’idea è nata per caso, avendo perso un treno e avendo ottenuto un passaggio in autostop su un tir. E Branko ha affrontato la sfida prendendo la patente e facendosi assumere da una ditta italiana di trasporti. Vivendo come un camionista vero». Tra gli ospiti della serata a Cinemazero condotta da Riccardo Costantini, Lucka Pockja che ha dato la voce alla moglie di Branko e Nadia Trevisan, moglie di Fasulo e produttrice del film. Alberto Fasulo, ha concluso raccontando i particolari del suo nuovo film che sarà pronto a breve, girato con un’associazione di San Vito al Tagliamento che unisce i genitori di ragazzi diversamente abili. Abbiamo filmato per tre anni, non solo dedicandoci alle disabilità ma soprattutto al rapporto con i figli e i genitori. L’idea è nata mentre facevo l’obiettore di coscienza in quel contesto». Da poco, la notizia che la Rai sarebbe interessata al film. Appuntamento con Alberto Fasulo e il cast al Visionario di Udine, domani alle 21.

di Paola Dalle Molle

da Messaggero Veneto del 26-02-2014

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