“Mi girano le ruote” La dura vita dei disabili

Angela Gambirasio racconta che cosa significa vivere su una sedia a rotelle. Un libro di denuncia, insieme spiazzante ed ironico, edito da “Voltalacarta”.

L’amore che hanno per i libri lo senti vividamente ogni volta che ne parlano: come un figlio che hanno partorito insieme all’autore o autrice. Non lo abbandonano quando viene alla luce, ma lo accompagnano nella sua crescita mettendoci tutto l’impegno nella distribuzione sul territorio e nelle presentazioni per farlo conoscere al pubblico. Luana Scanu e Silvia Sanna, fondatrici della casa editrice sassarese Voltalacarta, proseguono con le loro proposte. L’ultimo arrivato in famiglia è “Mi girano le ruote” (183 pagine, 14 euro) di Angela Gambirasio. In libreria già da un po’ di tempo, ha “costretto” le editrici, per il buon riscontro, a portarlo in ristampa. «L’altra novità – spiegano – è che viste le pressanti richieste, il libro uscirà anche in formato e-book. Noi siamo amanti della carta, ma complice “Mi girano le ruote” abbiamo capito che molte persone leggono più facilmente l’e-book per motivi pratici. Per gli stessi motivi stiamo lavorando sull’audiolibro di “Mi girano le ruote” che doneremo a un’associazione che si occupa di persone cieche o con vari problemi di vista». L’autrice, Angela Gambirasio, è nata a Gallarate nel 1975. Disabile. Da qualche anno cura un blog che aiuta a capire anche la natura del libro: “Ironicamente diversi”. Di ironia infatti “Mi girano le ruote” è pieno. Pagine spiazzanti in cui racconta che cosa significa vivere su una sedia a rotelle. Nessun diario triste indirizzato al compatimento. Nessuna lacrima, ma risate. In parte amare perché in modo tragicomico porta alla luce una realtà dove le barriere mentali sono maggiori di quelle architettoniche. Nel volume pubblicato da Voltalacarta Editrici, Angela Gambirasio con sarcasmo, parole taglienti, racconti inaspettati per chi nella propria vita non ha magari avuto l’occasione di rapportarsi con la disabilità, sbriciola i classici schemi dell’immaginario collettivo. Attraverso episodi di vita quotidiana distrugge molti stereotipi sulla disabilità. In certi passaggi si finisce con l’immaginare la scena di una commedia “bastarda”, politicamente scorretta. Per esempio nel capitolo “Il disabile passepartout”, dove mostra il lato utilitaristico della disabilità che può risultare comoda per andare gratis al cinema o ai concerti. Un linguaggio cinico, un racconto sarcastico, a cui non manca però la profondità. E si finisce, come normodotati, per provare un po ‘ di imbarazzo leggendo il libro perché Angela Gambirasio, laurea in psicologia, ci mostra la stupidità e i pregiudizi dei quali siamo prigionieri.

di Fabio Canessa

da La Nuova Sardegna del 03-03-2014

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...