Zanardi, motore del “Progetto SciAbile” di Bmw Italia

Prosegue la crescita del “Progetto SciAbile”. L’iniziativa, nata undici anni fa da una partnership tra Bmw Italia e la scuola di sci Sauze d’Oulx Project, offre corsi di sci a persone con disabilità. Sono già oltre settecento gli allievi che hanno frequentato i corsi realizzati sulle piste di Sauze d’Oulx (Torino), e che vedono il pilota e pluricampione paralimpico Alex Zanardi testimonial dell’iniziativa fin dalla sua nascita. Un progetto che negli anni ha visto crescere la sua popolarità e che si propone di insegnare a sciare a tutte le persone disabili attraverso una speciale format sostenuto da personale qualificato e preparato tecnicamente.

“Il Programma di Corporate Social Responsibility del Bmw Group è orientato al dialogo interculturale e all’inclusione sociale – ha dichiarato Roberto Olivi, corporate communication manager di Bmw Italia – e siamo convinti che questo promuova lo sviluppo del territorio e che rappresenti un aspetto positivo sia per le aziende, che per la società e gli individui. In questi 11 anni Progetto SciAbile ha contribuito ad infondere fiducia nei ragazzi che hanno partecipato e li ha aiutati ad affrontare le difficoltà con uno spirito diverso, tanto che quest’anno alcuni di loro stanno affrontando una nuova sfida: lo sci agonistico”.

“Sono testimonial di SciAbile dalla sua nascita – ha sottolineato Alex Zanardi – ogni anno torno a Sauze d’Oulx, in provincia di Torino, con grande

piacere perché mi piace sciare in compagnia di questi ragazzi e dei loro maestri, e soprattutto perché credo nell’utilità e nell’importanza di questo progetto. Ed è con orgoglio che quest’anno vedo dei ragazzi affrontare una nuova avvincente sfida: partecipare ai Campionati italiani Disabili Fisip”.

A livello di dati quest’anno sono già circa 140 gli allievi che hanno frequentato i cosi (65% uomini, 35% donne), e nei prossimi giorni si arriverà a 170, mentre i maestri della scuola sci Sauze d’Oulx Project coinvolti nell’iniziativa fino a questo momento sono circa 20. La percentuale degli sciatori di Progetto SciAbile, vede il 38% di allievi con disabilità fisiche, 42% cognitive e 20% sensoriali, di età compresa tra i 4 e i 65 anni, con circa il 35% di età inferiore ai 15 anni, provenienti da tutta Italia, e anche dall’Inghilterra, sempre più numerosi. Nella scorsa stagione hanno preso parte al progetto 150 allievi con disabilità motorie, sensoriali e intellettive frequentando per oltre 1.100 ore le lezioni della scuola sci di Sauze d’Oulx.

“Dopo anni di attività, sempre più allievi hanno perfezionato la loro tecnica, raggiungendo un buon livello sciistico – ha aggiunto Alberto Bergoin, presidente della scuola di sci Sauze d’Oulx Project – A partire dalla scorsa stagione abbiamo affiancato all’attività di avviamento allo sci e snowboard, anche l’attività agonistica, SlalomAbile, in collaborazione con lo sci club Sportinia, (sezione agonistica della Sauze Project, iscritto alla Fisip). Abbiamo intensificato i periodi di allenamento e i ragazzi Matteo Sacchi, Esteban Farias e Alessandro Varotto, hanno già partecipato a due periodi di allenamento di tre giorni ciascuno. L’obiettivo è portare gli atleti ad un livello tecnico che risulti adeguato per i prossimi Campionati italiani che si terranno a marzo a Prato Nevoso. Tutti hanno potenzialità e motivazione nel migliorarsi. Inoltre fra pochi giorni inizieranno le Paralimpiadi invernali: un buono stimolo per i nostri ragazzi e una buona occasione per far conoscere le potenzialità dello sport per tutti”.
“Quest’anno sono aumentati i nostri allievi che presentano cecità o ipovisione – ha precisato Claudia Gambarino, psicologa e maestra di sci – Molti sono ragazzi giovani e si stanno avvicinando allo sci e snowboard con molto entusiasmo e divertimento. Per tutti gli allievi il rapporto con il maestro è molto importante, ma in particolar modo per chi ha problemi di vista la fiducia e l’affiatamento con chi li guida diventa un fattore fondamentale. La tecnica sciistica cambia in funzione della gravità del deficit e del livello tecnico: in una prima fase risulta fondamentale il contatto fisico, che diviene man mano meno rilevante quando l’allievo diventa più sicuro di sé della sua tecnica. Allora risulta fondamentale il costante contatto vocale con il maestro che fornisce il punto di riferimento per potersi orientare e indirizzare lungo il pendio. Quando l’allievo non vedente raggiunge un buon livello, viene utilizzato un ausilio, il “robottino”: un megafono con il quale si possono ascoltare in modo più chiaro i comandi vocali, che in un ambiente all’aria aperta possono essere disturbati da più rumori”.
Da segnalare infine anche il sostegno all’iniziativa da parte della “Croce Verde” che mette a disposizione gratuitamente dei pulmini per il trasporto di singoli allievi, scuole e associazioni. (m.r.)

da Vita.it del 04-03-2014

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