Boicottaggi a Sochi, ma gli azzurri sfilano

VENERDì VIA ALLE PARALIMPIADI IN RUSSIA: USA E GRAN BRETAGNA POTREBBERO DISERTARE LA CERIMONIA D’APERTURA.

SOCHI. Le Paralimpiadi più grandi di sempre – 585 atleti di 44 Paesi – rischiano di rimanere intrappolate nel corto circuito della Crimea. Americani e inglesi non manderanno a Sochi per la cerimonia di inaugurazione in agenda fra 48 ore le loro delegazioni ufficiali, ma potrebbero essere gli stessi iscritti alle gare a non sfilare allo stadio dei Giochi Invernali Paralimpici. L’Italia è in Russia con i suoi 34 atleti (30 uomini, 4 donne), con la veterana Francesca Porcellato, oro a Vancouver quattro anni fa e con Andrea Chiarotti nel ruolo di portabandiera. Questa mattina sarà il numero uno della Comitato paralimpico Luca Pancalli a volare a Sochi. «Non ci accompagna il migliore degli stati d’animo, ma – così Pancalli – speriamo negli ultimi segnali distensivi. Mi è stato segnalato che la delegazione statunitense e quella inglese avrebbero deciso di non sfilare alla cerimonia di apertura, mi auguro che tutto rientri a breve».
Cerimonia di apertura che fa discutere, dunque. E che rischia di finire nel caos, fra boicottaggi annunciati e tensioni. L’Italia venerdì farà il suo ingresso nello stadio di Sochi come previsto perché, sottolinea Pancalli, «è questa la nostra linea anche dopo i continui contatti avuti con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio». Il presidente del nostro Comitato paralimpico ha avuto tutte le possibili rassicurazioni dalla Farnesina e da oggi si unirà alla spedizione azzurra nei villaggi olimpici di Sochi.
Putin, l’Ucraina, la Crimea. La comunità internazionale è impegnata a disinnescare ogni mossa russa sullo scacchiere ucraino, mentre i Giochi Invernali Paralimpici si avvicinano. Da venerdì al 16 marzo quasi 600 atleti si confronteranno in cinque discipline con in palio 72 medaglie. «Che senso avrebbe andare in Russia e non prendere parte alla cerimonia inaugurale?», si chiede Giovanni Malagò, numero uno dello sport italiano. Ieri la Giunta del Coni ha riflettuto sul particolare clima che rischia di accompagnare l’11a edizione dei Giochi, ma al momento le preoccupazioni sono ridotte al minimo. «In questi giorni – rassicura Pancalli – non ho mai ricevuto una telefonata dei nostri ragazzi per manifestarmi qualche timore. Un peggioramento della situazione? Qualora dovesse verificarsi si prenderanno le decisioni più opportune insieme con il governo».
Dagli americani e dagli inglesi arrivano segnali ben precisi. E, l’Ucraina? «Vogliamo una soluzione pacifica della crisi – ha detto la portavoce del comitato paralimpico ucraino Natalia Garatch – e che il paese che ospita questi Giochi metta fine alla sua aggressione e ritiri le truppe dalla Crimea prima dell’inizio della manifestazione. Se non lo farà, noi non parteciperemo».

da La Stampa del 05-03-2014

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