I disagi di ogni giorno in 10 sulla carrozzina

MONTESILVANO. Pochi minuti su una sedia a rotelle. Poi una breve camminata con gli occhi bendati per toccare con mano le mille insidie sperimentate, ogni giorno, dai disabili. Ieri mattina, la strada Parco, con le sue innumerevoli barriere architettoniche, ha accolto 130 ragazzi della scuola media Villa Verrocchio di Montesilvano per una «passeggiata empatica». Un esperimento volto a sensibilizzare i più giovani sui diritti dei diversamente abili. Il progetto a costo zero, ideato dall’Ufficio disabili del Comune gestito da Claudio Ferrante e Alessia Marzoli, ha già coinvolto lo scorso dicembre altri due istituti scolastici della città adriatica, Troiano Delfico e Ignazio Silone. In tutto, cinquecento alunni delle terze classi, che hanno vissuto in prima persona la disabilità e la discriminazione di un ambiente sfavorevole. La mattinata dei ragazzi di Villa Verrocchio è cominciata salendo con le carrozzine sul marciapiede, all’incrocio con via Torrente Piomba, per arrivare alla fermata del filobus in direzione Montesilvano. Ma il marciapiede ha una pendenza quattro volte superiore alla norma e gli studenti hanno rischiato di ribaltarsi più di una volta. Anzi, non sono nemmeno riusciti ad attraversare il primo gradino. «Ho avuto tanta paura di cadere – racconta Marzia, della terza C, alla fine della passeggiata sulla sedia a rotelle – ho capito quanto sia difficoltoso, quando non si cammina con le proprie gambe, fare delle cose semplici, come una passeggiata o prendere un mezzo pubblico». «Un’esperienza interessante, ma nello stesso tempo faticosa – aggiunge il compagno di classe Alessandro -. Se non ci fosse stato qualcuno dietro di me, mi sarei ribaltato». Lorenzo, della terza F, ha rischiato di schiantarsi contro il muro mentre provava a salire sul marciapiede senza l’aiuto dei volontari. «La carrozzina si alzava sulle ruote dietro e non sono riuscito nemmeno a superare il primo gradino – racconta -. A me quello scalino sembrava del tutto normale finché non ho provato a superarlo. Non immaginavo che per un disabile, andare in giro per la città senza essere accompagnato, sarebbe stato così dura». Al termine della passeggiata sulla sedia a rotelle, i ragazzi hanno potuto sperimentare anche le difficoltà dei non vedenti. Hanno fatto quindi un giro bendati, in compagnia di una volontaria, Valentina, una ragazza di 22 anni nata cieca. Valentina, con il suo bastone bianco, ha accompagnato gli alunni spiegando a ognuno di loro gli ostacoli sul tracciato. I pali della luce e i semafori in mezzo ai marciapiedi. Quelle banchine troppo strette che ti fanno a camminare in mezzo alla pista ciclabile, rischiando di essere investiti. Oppure il tracciato per i non vedenti che finisce bruscamente in un’aiuola. Per Silvia, della terza D, quei pochi minuti di camminata da non vedente sono stati «una brutta esperienza, anche se sapevo che avevo Valentina a fianco e che lei mi avrebbe guidato. A Montesilvano sono troppi ostacoli per i disabili. Non me ne ero mai accorta». Una presa di coscienza per i più giovani per dare un nuovo senso alla vita. «È stata un’esperienza meravigliosa. Oltre ad assimilare il concetto di diritti umani, i ragazzi hanno capito che la disabilità è connessa all’ambiente sfavorevole – spiega l’infaticabile Claudio Ferrante – . Ognuno di noi può esserne protagonista e anche facilitatore, i ruoli sono interscambiabili. I bambini saranno molto più attenti a non creare nuove barriere». Un’esperienza da ripetere, insomma. Il progetto, unico in Italia, fa già l’occhiolino alle città vicine. «ìAbbiamo ricevuto varie proposte da alcune scuole medie di Chieti, Pescara e Città Sant’Angelo – precisa Ferrante-. Intanto, ci prepariamo per la giornata conclusiva, ad aprile, quando assegneremo i diplomi di “sentinelle della città” a tutti i 500 ragazzi partecipanti al progetto». Un progetto che anche ieri ha potuto contare sui volontari dell’associazione Carrozzine determinate e dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, mentre le 15 carrozzine sono state fornite a titolo gratuito dalla ditta Prodiesan.

da Il Tempo del 12-03-2014

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