Il catechismo? Ora anche in linguaggio dei segni

SIRACUSA. Un corso in Lis, il linguaggio dei segni, dedicato a catechisti, genitori, e sacerdoti per agevolare la comunicazione della Parola anche ai bambini sordi, che così potranno accostarsi ai sacramenti con maggiore facilità. È l’ultima iniziativa dell’arcidiocesi di Siracusa dedicata alle persone non udenti coordinata da don Santino Fortunato parroco della chiesa Madre di Dio di Siracusa che ha promosso il corso, in programma fino a giugno.
Oltre quaranta le persone iscritte, fra operatori pastorali, educatori, catechisti, ma anche genitori.

«Già da diversi mesi l’arcidiocesi siciliana, in collaborazione con la sezione locale dell’Ente sordi, ha istituito una celebrazione eucaristica alla Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime dove è presente un interprete Lis. La Messa accessibile viene celebrata ogni seconda domenica del mese alle ore dodici – racconta don Fortunato –. Ora, con questo corso vogliamo dare al catechista gli strumenti per interagire in prima persona anche con i non udenti attraverso il Lis, annunciando la bellezza del Vangelo e la genuinità dei valori cristiani senza mediazione e con più naturalezza».

Come spiega Bernadette Lo Bianco, referente per la regione Sicilia del Fondo italiano abbattimento barriere architettoniche (Fiaba), «questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel cammino che l’arcidiocesi sta portando avanti per rispondere alle esigenze dei non udenti dopo l’esperienza del Coro delle mani bianche e la celebrazione eucaristica al Santuario della Madonna delle Lacrime con interprete Lis. Un risultato importante sia per la Chiesa locale che per il territorio».

«Nella nostra comunità ci sono tanti non udenti – sottolinea don Fortunato – appartenenti a tutte le fasce d’età. Vogliamo mettere nelle condizioni questi nostri fratelli di poter superare tutte le barriere. Per questo stiamo lavorando anche alla realizzazione di un testo di catechismo a partire dalle indicazioni specifiche per il cammino catecumenale nella nostra Chiesa locale, che favorisca l’annuncio del Vangelo anche a chi è sordo».

Ad interpellare la comunità della chiesa Madre di Dio di Siracusa, in particolare è stata la storia di Giampiero, un bimbo sordo di sette anni, pronto a frequentare il catechismo. «Per includere Giampiero nella vita della comunità parrocchiale, anche incoraggiati dalla sua mamma, abbiamo deciso di proporre il corso in Lis ai catechisti, agli operatori pastorali, ai ministri straordinari della comunione ed anche io sto partecipando» – spiega il sacerdote –. «L’obiettivo è formare educatori competenti per eliminare quella mediazione che potrebbe far sentire il sordo in difficoltà rispetto agli altri. In una parola, inclusione».

Quando ha saputo del problema di udito di Giampiero subito Serenella si è chiesta come avrebbe fatto suo figlio a partecipare a scuola o al catechismo, ma non si è persa d’animo. «Innanzitutto ho imparato io il linguaggio dei segni – racconta –. Adesso lo sta imparando anche mio figlio, alcuni suoi compagni, e gli amici in parrocchia».

di Laura Malandrino

da Avvenire del 12-03-2014

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