Vincere la sordita’, ne parlano gli esperti

La sua “nuova vita” la vuole raccontare agli altri, le sensazioni da poco provate e soprattutto «la bellezza di ascoltare il canto delle cicale o il rumore del cane che beve l’acqua della ciotola». Cose normali ma non di certo per chi, nato sordo, alla soglia dei cinquant’anni ha riacquistato l’udito. «La cosa che più mi ha colpito è stato il “rumore” della natura come il frinio delle cicale, ad un certo punto un giorno che ero in campagna l’ho sentito forte e distinto. E ho detto: ma cosa è? Come è fastidioso». Racconta così le sue prime emozioni da “udente” Lucia Mercede che dopo la sua vittoria sulla sordità ha deciso di impegnarsi per aiutare gli altri, da vicepresidente dell’Associazione nazionale sordità senza barriere (Ansb). Mercede si è sottoposta a due interventi per la installazione di un impianto cocleare (un orecchio artificiale elettronico in grado di ripristinare la percezione uditiva nelle persone con sordità profonda, all’ospedale “Monaldi” di Napoli. «Per 50 anni ho vissuto con delle protesi acustiche – spiega Mercede – sentendo poco e male. Pensavo di stare così tutta la vita, che non c’era alternativa. Poi spinta dai miei figli ho fatto i due interventi e adesso sento bene: sono rinata». «I sordi devono capire che non fanno parte di una razza, hanno solo un deficit – spiega Mercede – Il nostro è un problema superabile: se si riduce il deficit si migliora la qualità della vita». Per combattere “la cattiva informazione” Lucia Mercede ha organizzato un convegno in programma oggi a partire dalle 15 nella sede di “Salerno Energia” il cui tema è manco a dirlo “La sordità non è un’etnia ma un deficit superabile”. Interverrà il presidente nazionale dell’Associazione nazionale sordità senza barriere, Vincenzo De Stefano, insieme a medici e logopedisti tra cui i dottori Francesco Mosca e Carlo Antonio Leone che si occupano di impianti cocleari al “Monaldi” di Napoli e la logopedista Sara Panizzolo. (m.t.)

da La Città di Salerno del 15-03-2014

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