L’arte dell’invisibile Cosi’ la cattedrale splende anche al buio

GROSSETO. Prima la rampa, ora il percorso tattile dedicato alle persone non vedenti e inaugurato ieri alla presenza del vescovo Rodolfo Cetoloni e della giornalista Fiamma Satta: la Cattedrale di Grosseto è sempre più un modello di edificio sacro senza barriere, architettoniche e non solo. Il progetto si chiama “L’arte dell’invisibile”, è stato finanziato dal dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, curato dall’associazione di volontariato Madre Teresa presieduta da Alessandro Baccetti in collaborazione con Olivia Bruschettini (ufficio diocesano Beni culturali) e Sabrina Morandi (ufficio diocesano Progettazione). Il percorso in tre tappe si dipana lungo la navata sinistra del Duomo dove sono state installate tre tavole tattili ben integrate col monumento. La prima consente di esplorare la pianta dell’edificio, la seconda il fonte battesimale, l’ultima è la riproduzione in rilievo della Madonna delle Grazie. Le tavole sono state realizzate con una speciale resina da due artigiani grossetani, Beppe e Marco Anselmi, che collaborano da anni con la sezione grossetana dell’Unione italiana ciechi per fornire questo tipo di supporti. Le tavole sono inoltre dotate di Qr-code per smartphone. In più sono disponibili le audioguide in Italiano e in Inglese per ascoltare storia e descrizione del monumento. «In questa prima fase ancora sperimentale del progetto stiamo organizzando visite guidate per piccoli gruppi in collaborazione con l’Uic _ dice Sabrina Morandi _ Queste visite sono curate dalle storiche dell’arte della Diocesi (oltre Olivia Bruschettini ci sono Patrizia Scapin e Elisabetta Bini, ndc) e durano un’ora e mezzo perché si parte dalla rampa ed è prevista anche l’esplorazione tattile di parti del monumento come la facciata, i portoni, le colonne oltre al percorso delle tavole». «La sfida più grande _ testimonia Olivia Bruschettini _ è stata quella di trovare il modo per comunicare a persone non vedenti o ipovedenti le altezze, i colori, le dimensioni della cattedrale. Anche per noi come storici dell’arte è stata un’esperienza emozionante perché gli amici dell’Uic con cui abbiamo messo a punto il percorso ci hanno aiutato a “vedere” particolari che a volte tendiamo a dare per scontati». Ieri il percorso è stato provato per la stampa da due soci dell’Uic, Ivo e Valentina. «Toccando la riproduzione della Madonna delle Grazie _ spiega Valentina, grande appassionata di arte _ ho potuto davvero percepire lo sguardo austero e al tempo stesso materno della Madonna». Lo stesso che è nel dipinto originale di Matteo Di Giovanni del 1470, ma lei ha potuto apprezzarlo e farlo apprezzare anche a noi usando solo le sue mani. Madrina dell’inaugurazione la giornalista Fiamma Satta che ha elogiato il gesto di civiltà compiuto a Grosseto prima con la rampa (di cui si è occupata nel suo blog Diversamente Aff-abile) e ora con il percorso che svela l’arte sacra anche ai non vedenti. Fiamma Satta è autrice e conduttrice storica di Radio 2 e dal 1993 convive con la sclerosi multipla; da qui la sua sensibilità e il suo impegno verso il mondo della disabilità.

di Sara Landi

da Il Tirreno del 17-03-2014

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