Paralimpiadi, il medagliere finale. Russia 80 e lode, bene Germania e Francia

SOCHI. Non c’è stata partita. Forti, troppo forti gli atleti russi padroni di casa, che stracciano ogni previsione con prestazioni ben al di là delle già rosee aspettative e chiudono il medagliere finale delle Paralimpiadi di Sochi 2014 guardando tutti dall’alto in basso. Alla fine sono 80 (sulle 216 complessivamente distribuite, più di una su tre) le medaglie che restano in Russia: 30 sono d’oro, 28 d’argento e 22 di bronzo. Sono più del doppio di quelle conquistate quattro anni a Vancouver, quando erano state 38: più di tutte le altre nazioni, ma erano valse solo un secondo posto nel medagliere finale. Il movimento paralimpico russo negli sport invernali ha fatto davvero furore, con risultati finali degni della programmazione che, sul versante degli atleti di vertice, era stata quanto mai ambiziosa ed accurata: i risultati, divisi equamente fra uomini e donne, danno loro ragione.

Dietro i russi, tiene la seconda piazza la Germania, che quattro anni fa a Vancouver era riuscita a strappare la prima posizione: a Sochi arrivano nove medaglie d’oro, cinque d’argento e una di bronzo, per un totale di 15 medaglie. Con una particolarità: sono tutte medaglie al femminile; fosse stato per gli uomini, la nazionale tedesca sarebbe rimasta a bocca asciutta. Nel computo complessivo fa leggermente meglio il Canada, che arriva a 16, con sette ori, due argenti e sette bronzi: i nordamericani (per loro solo una medaglia è arrivata dalla squadra femminile) confermano così il terzo posto casalingo di Vancouver, restando ai vertici dello sport paralimpico invernale.

A lungo nei giorni scorsi al terzo posto, scivola di una posizione e chiude quarta l’Ucraina, che pure per numero complessivo di medaglie è seconda solamente alla Russia: sono 25 quelle conquistate a Sochi, con cinque ori, nove argenti e undici bronzi. Condizioni psicologicamente assai difficili quelle sopportate dagli ucraini per l’intero corso della manifestazione, con un orecchio alle gare e un altro alle notizie provenienti dal loro paese e in particolare dalla Crimea, con la crisi diplomatica fra Kiev e Mosca e proposito di secessione filo-russa della regione sul Mar Nero, peraltro geograficamente lontana appena qualche centinaio di chilometri di Sochi. Sul versante sportivo è comunque una Paralimpiade di successo, con sei medaglie in più rispetto a Vancouver e miglioramento –di una posizione – anche nel medagliere finale.

Subito dietro, è autorizzata a far grande festa la Francia: decimi a Vancouver con sei medaglie, i transalpini raddoppiano il bottino e strappano una quinta posizione finale con cinque ori, tre argenti e quattro bronzi, per dodici medaglie complessive. Alle loro spalle si lasciano la Slovacchia, che cede due posizioni rispetto a quattro anni fa ma porta pur sempre a casa sette medaglie, con tre ori, due argenti e due bronzi. Settimo posto per Giappone, con tre ori, un argento e sei bronzi: gli asiatici perdono per strada cinque medaglie (undici quelle di Vancouver, sei totali a Sochi) ma migliorano comunque l’ottavo posto finale. In discesa di due posizioni, gli Stati Uniti che chiudono ottavi con due medaglie d’oro, sette d’argento e nove di bronzo: 18 il computo totale, che è comunque inferiore solamente a Russia e Ucraina. Al nono posto si conferma dentro la top ten anche l’Austria, settima quattro anni fa: sono 11 le medaglie totali, con due ori, cinque argenti e quattro bronzi. Le prime dieci posizioni sono chiuse dalla Gran Bretagna, che festeggia il suo primo oro di sempre alle Paralimpiadi invernali affiancandoci anche tre argenti e due bronzi, per un totale di sei medaglie. Per un movimento che quattro anni fa era rimasto a secco, tornando a casa a mani vuote, è il segnale che si è lavorato bene.

L’undicesimo posto, che quattro anni fa era stata dell’Italia con un oro, tre argenti e tre bronzi, stavolta se lo spartiscono Norvegia e Svezia, ciascuna delle quali porta a casa un oro, due argenti e un bronzo. Subito dietro c’è la Spagna con tre medaglie complessiva, una per ciascun metallo. Quattordicesime, e ultime nazioni ad aver conquistato almeno una medaglia d’oro, ci sono Paesi Bassi e Svizzera con un oro. Si accontentano di un argento, e della sedicesima posizione in condominio, la Finlandia e la Nuova Zelanda, mentre tre bronzi valgono alla Bielorussia la diciottesima posizione e due bronzi all’Australia la diciannovesima piazza.

L’Italia, con Corea del Sud e Polonia, che però a Vancouver avevano conquistato solo una medaglia, è l’unica nazionale a restare a bocca asciutta fra quelle che nell’edizione canadese di quattro anni fa erano riuscite ad andare a medaglia. Come detto, allora furono sette per gli azzurri, con tre ori, tre argenti e tre bronzi per una undicesima posizione finale. (ska)

da Redattore Sociale del 16-03-2014

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...