Handicap, la scienza senza barriere

MILANO. Benvenuti nel Museo della «Scienzabile». L’oasi della cultura dedicata a Leonardo Da Vinci – che ogni anno attrae oltre 420mila visitatori e 4.500 scolaresche – da oggi ha una marcia in più. Nasce dall’interazione fra gioco, scienza e disabilità un nuovo viaggio fra i gioielli custoditi del museo pensato per i bambini diversamente abili, insieme alle loro famiglie e ai loro compagni. A scendere in campo, la Fondazione De Agostini che ha sostenuto e finanziato «Scienzabile» trovando solidi alleati nel Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e nell’associazione L’abilità Onlus. L’avventura parte da casa, prima della gita i bimbi possono scaricare materiali per preparare l’esperienza vera e propria al museo che si articola poi in due fasi: percorsi di visita alle collezioni e attività di laboratorio. Come entra in gioco la disabilità? Nella partecipazione di gruppo. Persone con disabilità e senza sono coinvolte insieme perché il fil rouge è uno: «L’idea che ciascuno sia portatore di abilità diverse che possono essere valorizzate in un contesto di apprendimento cooperativo», spiegano i promotori. Perché in fondo è nel Dna del museo di Leonardo «che persegue molteplici finalità tra cui promuovere, diffondere e rendere accessibile la cultura tecnico-scientifica sottolinea Fiorenzo Galli, direttore generale del museo -. Accessibilità è un concetto ampio che riguarda ogni singolo visitatore, dai bambini più piccoli, agli adolescenti, agli anziani, alle persone con bisogni speciali. Dobbiamo dotarci di strumenti, costruire ambienti e situazioni che sostengano un’esperienza al museo significativa per ciascuno, lavorando per ridurre situazioni che possano creare separazione, disagio, esclusione. Inclusione significa rispettare l’identità di ogni visitatore, i suoi interessi, la sua esperienza, il suo modo di costruire conoscenza, i suoi tempi». TRE LE DOMANDE, tre i percorsi: come guardare un grande treno a vapore? Come scoprire i segreti delle bolle di sapone? Come manipolare quei materiali così strani? Ognuno è chiamato a mettersi in gioco. La fase di sperimentazione con le famiglie è entrata nel vivo questo weekend: ogni sabato pomeriggio e domenica mattina, fino a fine maggio, i visitatori troveranno percorsi e il laboratorio interattivo «Bolle di sapone». Secondo step, il coinvolgimento delle scuole primarie, protagoniste nel mese di maggio. L’idea è far scuola: «Nasce oggi un percorso di inclusione sociale che può diventare modello d’eccellenza esportabile in altri contesti nazionali o internazionali». Simona Ballatore

da Il Giorno del 19-03-2014

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