Trasporti ai disabili garantiti con i voucher-taxi scontati

TRIESTE. La lettera sulle Segnalazioni del 7 marzo scorso intitolata “I taxi per disabili, bella idea ma le regole sono da rivedere” mi dà l’occasione per raccontare l’iniziativa di carattere sperimentale che la Provincia coordina nel quadro dei Piani di Zona 2013-2015 nell’area “disabilità”, assieme ai Comuni, all’Azienda per i servizi sanitari n. 1 “Triestina” e con la collaborazione delle associazioni dei disabili, per il perseguimento dell’obiettivo posto dalla Regione “favorire l’accessibilità e la fruibilità del territorio a favore delle persone con disabilità”. L’introduzione, ripeto, in via sperimentale, dell’utilizzo di voucher-taxi sui taxi attrezzati (servizio pubblico non di linea) è una delle azioni previste dal progetto “Trasporti possibili: per un’autonoma scelta di mobilità” realizzato ai sensi della L.R. 41/96, condivisa con gli enti e i rappresentanti delle associazioni interessate. Si basa sui risultati di una ricerca sulla domanda e sull’offerta di trasporto attrezzato effettuata nel 2012, che per i suoi risultati costituisce un precedente poiché ha permesso – tra l’altro – di stimare in circa 2300 unità il numero delle persone residenti nella provincia di Trieste che necessitano di trasporto attrezzato garantito per le normali esigenze della vita quotidiana, comprese nella fascia di età 18-64 anni, fascia scelta quale target per la ricerca conoscitiva, e, quindi, per l’intervento sperimentale. Gli esiti dell’indagine, laddove in particolare il servizio dei taxi attrezzati risulta tra i mezzi offerti il più gradito da queste persone in quanto pare garantire maggiore flessibilità e prossimità, hanno guidato le scelte del campo della sperimentazione. È stato deciso di intervenire per mezzo dell’erogazione di voucher-taxi, con determinati criteri e tempi, in considerazione di una serie di fattori considerati principali: le difficoltà di mobilità delle persone con impedita capacità motoria, affette da disabilità fisiche e/o cecità o ipovedenza accentuate dalla complessità del territorio della provincia di Trieste; il fatto che il servizio del trasporto pubblico di linea (autobus) per vari motivi non sempre è fruibile in autonomia da parte di persone con disabilità; il fatto che attualmente il numero dei taxi attrezzati – acquistati dai tassisti grazie al contributo della Provincia – risulta esiguo rispetto a quello complessivo e che ciò causa agli utenti con impedita capacità motoria un costo di chiamata notevolmente superiore rispetto a quello sostenuto dagli utenti normoabili, ciò per il rapporto tra il numero dei taxi disponibili e la distanza che intercorre tra la posizione in cui si trova il veicolo al momento della chiamata e il luogo d’imbarco dell’utente; il fatto che tale costo aumenta nella fascia oraria notturna e nei giorni festivi, allorché il numero dei mezzi attrezzati in servizio è ulteriormente ridotto rispetto alle fasce orarie diurne e ai giorni feriali; il fatto che al di fuori del Comune capoluogo attualmente non esiste un servizio taxi con mezzi attrezzati e ciò penalizza in modo rilevante l’utenza con disabilità residente nei comuni limitrofi; non per ultima, la constatazione che i tempi per le operazioni d’imbarco in particolare di persone in carrozzina su mezzi attrezzati incidono ulteriormente sui costi sostenuti dagli utenti disabili. Quindi, la sperimentazione in corso, applicando un’innovativa forma di agevolazione finalizzata a compensare la maggiorazione dei costi sostenuti, prevede tra le finalità quelle di contribuire a migliorare la fruibilità del territorio da parte delle persone con disabilità sotto il profilo della mobilità consentita dal sistema di trasporto pubblico e privato, a ridurre il divario dei costi di chiamata sostenuti rispettivamente dalle persone disabili e dalle persone normoabili, ad aumentare il grado di autonomia e di libertà di scelta delle persone con impedita capacità motoria e a rischio di esclusione sociale (come segnalato dalla ricerca succitata) nell’organizzare i propri spostamenti. Concludendo, interessanti possono essere a mio avviso i suggerimenti pervenuti da parte del lettore, il quale forse non era al corrente del contesto sperimentale e che comunque ringrazio. Potranno essere tenuti in considerazione al momento di tirare le fila a conclusione dei tempi della sperimentazione, allorché dalla valutazione si passerà alla fase delle proposte che saranno condivise al tavolo dei Piani di zona e che non potranno non riguardare le competenze della Regione.

di Roberta Tarlao,
assessore alle Politiche sociali e disabilità della Provincia di Trieste

da Il Piccolo di Trieste del 21-03-2014

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