“Ciechi, semafori fuorilegge”

PIACENZA. «La proposta di una sperimentazione riguardante tessere magnetiche per i semafori, recentemente annunciata dall’assessore comunale Giorgio Cisini, viola la normativa vigente e non è idonea a garantire la sicurezza dei non vedenti». E’ secco e definitivo il verdetto della sezione piacentina dell’Unione italiana Ciechi e Ipovedenti, decretato ieri mattina dall’ assemblea annuale dei soci.
A dare man forte alla sezione piacentina è anche l’avvocato Giulio Nardone vicepresidente dell’Inmaci, Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha prontamente inviato una lettera sulla questione. Missiva che definisce la sperimentazione “in aperto contrasto con la normativa vigente in materia di semafori acustici per non vedenti”, indicando inoltre tutta una serie di norme – l’articolo 41 comma 5 del Codice della Strada, l’articolo 162 del relativo Regolamento d’attuazione, l’articolo 6.4 del DPR 503/1996 e la Norma CEI 214-7 che prescrivono l’impiego di segnalazioni acustiche per informare i non vedenti della situazione delle luci semaforiche, specificando esattamente la loro durata in corrispondenza della luce gialla e della luce verde di via libera pedonale -, che verrebbero violate nel caso venga dato seguito alla sperimentazione».
«Non si comprende -osserva ancora il vicepresidente dell’Inmaci Nardone- come l’uso di una tessera magnetica da consegnare ai ciechi piacentini possa essere compatibile con il diritto di attraversare la strada in sicurezza che spetta ovviamente anche agli altri non vedenti italiani che, non risiedendo a Piacenza, non sono dotati di tale tessera. E’ invece importante -prosegue Nardone- che la posizione del palo semaforico sia indicata ai non vedenti sulla pavimentazione mediante i segnali tattili del sistema LVE omologato dalle associazioni».
L’Inmaci richiama infine «l’attenzione degli amministratori comunali sulla necessità di rispettare tale normativa e sull’opportunità di consultare i diretti interessati, rappresentati dalle loro associazioni, prima di eseguire sperimentazioni inutili che costituirebbero spreco di pubblico denaro». Un richiamo puntuale sul fronte della tutela delle persone non vedenti «anche in applicazione del principio sancito dalla Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità, sintetizzato nella formula: Nulla su di noi senza di noi, secondo il quale tutte le decisioni che riguardano i disabili non possono essere prese senza interpellare i diretti interessati».

di Chiara Cecutta

da Libertà del 31-03-2014

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