La storia di Amy dalle piste di Sochi ai balli: senza gambe

«Il mio nome è Amy Purdy. Sono una snowboarder paralimpica. E ora sono anche una ballerina». Si è presentata così a un pubblico che era abituato ad altro. Settantadue ore prima era a Sochi alla Paralimpiade. Sul palco di Dancing with the Stars, versione Usa di Ballando con le Stelle, è arrivata direttamente da lì, il bronzo nello snowboard in valigia, gli allenamenti in Russia a metà fra la neve la mattina e il ballo il pomeriggio. E’ una delle candidate alla vittoria finale. Quando il suo compagno Derek Hough, ballerino professionista, l’ha vista per la prima volta non sapeva che disabilità avesse. Amy ha raccontato con semplicità: «Ho due protesi alle gambe». Meningite Nel 99 è stata amputata sotto il ginocchio per una meningite. «Avevo diciannove anni. Di solito si muore». Perse la circolazione a piedi, mani, naso e orecchie. I suoi organi interni stavano cedendo. Uscì senza gambe e con molte complicazioni. Due anni dopo le trapiantarono un rene: il donatore era suo padre. Continuò a fare sport. Corsa e skateboard, ma, in particolare, snowboard, che amava da quando aveva 15 anni. Sei mesi dopo l’amputazione mise le prime protesi e cominciò di nuovo con la tavola sulla neve: «Ogni giorno lo sognavo». Dopo pochi mesi la prima gara. Nel 2012 è diventata campione del mondo. L’azzurra Veronica Yoko Plebani, 18 anni, una delle cinque “future faces” dello snowboard paralimpico secondo il Comitato Paralimpico Internazionale, l’ha presa a modello: stesso sorriso e stessa malattia di Amy, una meningite quando aveva 15 anni. E’ anche attrice (What’s Buggin’ Seth, suo primo film, nel 2005, oltre a un video di Madonna) e modella. Testimonial della Challenged Athletes Foundation, organizzazione che aiuta le persone con disabilità, in particolare amputazioni, a fare sport, ne ha fondato una propria, Adaptive Action Sport: surf, snowboard o skateboard, ma anche arte e musica. Ha sempre amato ballare. A novembre una email: «Vuoi partecipare a DWTS?» Guardò le sue gambe. «Perché no?» In Italia ha un precedente: Oscar Pistorius ballò un tango, ma come ospite nel programma di Milly Carlucci, non in gara. Niente differenze «Non faremo differenze con le altre star. Siamo qui per giudicare il ballo. Sei una medaglia di bronzo olimpica, sei una medaglia d’oro nel Cha Cha Cha»: così l’ha accolta Len Goodman, uno dei giudici. Sono seguite swing e danza contemporanea. Non ha la caviglia mobile. Per il terzo ballo l’ha sistemata come se stesse su un tacco 12. «Questa è una bella sfida. Riesco a esprimere me stessa, volevo capire quanto sarei stata capace. Nello snowboard sei tu contro il tempo. Nella danza ogni movimento non è solo tuo, ma è fatto insieme a chi balla con te. E magari può essere anche d’ispirazione, non solo a chi è amputato, ma anche a chi ha qualche limitazione o disabilità. Voglio dire: ok, uscite e provate».

di Claudio Arrigoni

da La Gazzetta dello Sport del 03-04-2014

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