Mani di luce canta al Santuario. Un concerto con i gesti della Lis.

VERONA. Qua la mano, anzi le mani che sono il contatto e lo strumento per comunicare, salutare, scambiarsi un segno di pace, cantare. Questo è il credo del coro Mani di luce fondato dalla giovane trevigiana non udente Alessandra Marigonda che raggruppa nel suo ensemble coristi con la sua stessa problematica e va oltre gli ostacoli dell’handicap proprio in virtù del potere della musica.
Accadrà questo al Santuario Madonna della Corona domenica 27 aprile alle 12 in un concerto che ha l’obiettivo di celebrare in tutti i sensi la Resurrezione e il silenzio parlerà nell’evento organizzato dall’Ente nazionale sordi (Ens) di Treviso che nell’occasione si gemella con la medesima istituzione di Verona allo scopo di creare solidarietà tra normodotati e disabili.
«È la prima volta che le due sezioni Ens si uniscono per scambiare cultura», spiega Alessandra Marigonda, promotrice dell’iniziativa alla quale saranno presenti naturalmente anche gli udenti.
E proprio a loro si rivolge invitandoli a questa esperienza comunitaria all’insegna dell’ integrazione umana, e a portare il proprio contributo sul campo ci sarà Don Paolo Cecchetto, molto conosciuto quale sacerdote assistente dei sordi che segue da ben 10 anni, nonché unico prete nel Veneto che conosce la lingua madre LIS, «lingua italiana dei segni».
La Santa Messa nel cui contesto sono previsti canti sacri della tradizione sarà celebrata da don Pietro, rettore del Santuario nella roccia, e la liturgia sarà eseguita con il servizio interpretario rivolto ai sordi.
«Con questa manifestazione cerchiamo di farci valere coi nostri diritti», prosegue la Marigonda, «perché in Italia, ancora oggi siamo considerati “invisibili” ed anche nelle chiese, non solo per mancanza dei servizi utili per noi sordi ma per indifferenza generale delle istituzioni».
«Tradurre in lingua Lis il canto significa cogliere le emozioni dei suoni e delle parole e trasmetterle con la gestualità» spiegano i componenti del coro Mani di luce, Andrea Maggion, Steven Sanvido, Ivana Rosanis e Alice Bastia (unica udente), «e quando cantiamo assieme il mondo attorno a noi si accende, sentiamo la gioia in noi e quella di chi ci ascolta».

da L’Arena del 10-04-2014

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