Non autosufficienza, come adattare la casa: aiutate 15 mila persone in Emilia-Romagna

BOLOGNA. Oltre 34 mila prestazioni, più di 4.500 sopralluoghi in abitazioni per 15 mila persone anziane o disabili aiutate e 10.500 consulenze a operatori sociali, sanitari e tecnici. Sono i numeri dei 9 anni di attività dei 10 Centri per l’adattamento domestico presenti in regione. Le richieste più frequenti riguardano informazioni tecniche su come rendere accessibile alle persone non autosufficienti la casa e l’ambiente esterno (palazzo, scale, ascensore, ecc.), le normative (in particolare per la richiesta di contributi) e il rapporto tra la persona e l’ausilio. Gli utenti sono in gran parte persone over 65 (il 53 per cento), seguono i disabili adulti (29 per cento), i disabili con meno di 18 anni (7 per cento). Gli utenti sono equamente divisi tra donne e uomini. Tra i disabili, il 61% ha una disabilità motoria, mentre il 21% ha più di una disabilità. Più dei due terzi hanno un’invalidità totale. A rivolgersi al Caad sono i familiari e gli operatori dei servizi pubblici (sociale, sanitario e tecnici). “La rete dei Caad rappresenta un servizio di eccellenza – dice Leris Fantini coordinatore del Criba, il Centro di informazione regionale sul benessere ambientale di Reggio Emilia che, insieme al Centro regionale ausili, supporta la rete dei Caad provinciali – ma che soffre del periodo di criticità economica, dopo il finanziamento della Regione, oggi i centri sono gestiti a livello territoriale, con risorse che arrivano da Comuni e Asl, e si muovono con fatica e a diverse velocità”. Le difficoltà economiche però, continua Fantini, “possono essere un’occasione: visto che ci sono pochi soldi, spendiamoli bene in interventi di qualità che promuovano il benessere e l’autonomia di tutti”.

Interventi fattibili e accessibilità per tutti. “I bisogni che gli utenti dei Caad manifestano sono legati all’autonomia in casa – afferma Fantini – e si concentrano soprattutto sulle problematiche relative ai servizi igienici, spesso angusti e senza grandi opportunità di modifiche in caso di criticità di uno dei componenti del nucleo familiare”. Seguono la cucina e gli altri ambienti della casa e gli spazi comuni di palazzi e condomini che devono essere resi accessibili per tutti, attraverso interventi fattibili. “Bisogna lavorare sulla cultura per proporre soluzioni che vadano a beneficio di più persone possibili e non solo di chi si avvicina al Caad – spiega Fantini – Ad esempio, invece che proporre un servoscala ingombrante, rumoroso e che il più delle volte non funziona, si può puntare su soluzioni alternative che siano utili per tutti coloro che usufruiscono di quella scala”.

Il cambiamento deve riguardare anche coloro che intervengono sulle case come tecnici, manutentori, geometri. Per questo il Criba, dopo aver realizzato un Protocollo con la Scuola edile di Reggio Emilia per modificare in senso inclusivo la specializzazione dei tecnici, è coinvolto anche nel Protocollo di intesa tra Cerpa onlus (il Centro europeo di ricerca sull’accessibilità) e il coordinamento Acer Emilia-Romagna per migliorare l’accessibilità delle case popolari.

La rete regionale dei Caad nasce nel 2005 con l’obiettivo di fare consulenza (gratuita) su aspetti tecnici, riabilitativi, fiscali per adattare la propria casa in caso di sopravvenuta non autosufficienza. I livelli informativi sono due: il primo è svolto dai Centri provinciali ad accesso diretto per i cittadini che chiedono informazioni e consulenza, mentre il secondo comprende l’attività di due Centri regionali, il Centro regionale ausili di Bologna e il Centro informazione regionale sul benessere ambientale di Reggio Emilia, che fanno da supporto ai centri provinciali e si occupano delle consulenze nei casi di maggiore complessità. Oltre ai 10 centri presenti sul territorio, è possibile avere informazioni su normative, finanziamenti e contributi, ausili, soluzioni per i vari ambienti della casa, anche attraverso il sito Internet (www.retecaad.it). Le informazioni vengono anche diffuse tramite una newsletter, che a oggi conta circa un migliaio di iscritti, che dal 2006 a oggi ha fatto circolare oltre 580 notizie su aspetti specifici relativi all’adattamento dell’ambiente domestico. (lp)

da Redattore Sociale del 09-04-2014

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