Accoglienza disabili Una sfida per Expo

Attese 200mila persone con handicap. Bomprezzi (Ledha): non perdere tempo.

MILANO. Tante le strade che portano ad Expo. Ma poche sono accessibili al cento per cento dalle persone con disabilità. Un problema non da poco perché tempi sono ormai stretti e sono attesi circa 200mila visitatori con disabilità. La buona notizia è che a partire dalla prossima settimana si metteranno all’opera i tavoli di lavoro attivati dal Comune all’interno della cabina di regia che dovrà affrontare i vari nodi legati all’accessibilità e all’accoglienza delle persone con disabilità. Interventi cui parteciperanno tutti gli attori coinvolti nella gestione dell’esposizione universale: Comune, Regione, Expo spa, Atm, Trenord. Ma anche università e diverse realtà dell’associazionismo tra cui Ledha, Istituto dei ciechi, Unione dei ciechi, Ente nazionale sordi. Pragmatismo e concretezza sono le parole d’ordine di Franco Bomprezzi, presidente di Ledha e “garante” delle attività della cabina di regia. «Sono abbastanza ottimista – commenta –. Ora la priorità è decidere su quali criticità intervenire, per capire quali interventi portare a termine nei pochi mesi che abbiamo a disposizione ». Perché il tempo a disposizione è poco e i nodi da risolvere tanti: «Non possiamo pensare di affrontare e risolvere tutti i problemi – puntualizza Bomprezzi –. Bisogna individuare gli assi cruciali per garantire a tutti la fruizione di Expo. E concentrarsi su quelli».
A partire dai mezzi di trasporto per raggiungere il sito espositivo. Quasi un visitatore su tre (il 29,3% del totale) arriverà a Rho con i treni delle linee suburbane: le stazioni del Passante ferroviario sono quelle che verranno maggiormente “stressate”. «La stazione di Rho che serve il sito Expo è accessibile – spiega Gabriele Favagrossa, esperto di mobilità di Ledha –. Mentre per le altre la situazione è più variegata. Inoltre bisogna valutare le connessioni con la metropolitana e il trasporto di superficie. Che non sempre è ottimale». Altro punto di domanda, la metropolitana. Il 24,4% dei visitatori si servirà della M1 (la “rossa”). Ma la linea che collega il cuore di Milano al sito di Expo è la più vecchia e la meno fruibile: non ci sono ascensori e i montascale sono spesso fuori uso. Altro nodo cruciale, la stazione Centrale: «Ancora non c’è un ascensore che colleghi il piano dei binari con la metropolitana – spiega Favagrossa –. Serve il coinvolgimento di Grandi Stazioni che devono impegnarsi a risolvere in tempi brevi questo problema».
Ma la sfida Expo non riguarda solo i mezzi pubblici: a oggi nessuno dei taxi in servizio è utilizzabile per il trasporto di chi si muove in carrozzina. Eppure le auto bianche potrebbero essere una buona risposta alle esigenze di chi si vuole spostare agilmente in città. Insomma, mancano poco più di 12 mesi all’apertura dei cancelli di Expo e il lavoro da fare non manca di certo. Ma i margini per un piccolo recupero ci possono essere.

di Ilaria Sesana

da Avvenire del 13-04-2014

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