Ducale e tanti itinerari accessibili ai disabili

VENEZIA. Le disavventure di Gioacchino, lo studente di Battipaglia che con la sua carrozzella ha trovato enormi difficoltà a visitare Venezia assieme ai suoi compagni di classe hanno provocato la risposta della direzione dei Musei civici e dell’assessore regionale al Turisto Marino Finozzi. Nell’articolo pubblicati da la Nuova la madre del ragazzo raccontava che non era stato possibile per loro visitare Palazzo Ducale. «Si precisa che nella sede di Palazzo Ducale», scrivono dalla Fondazione Musei Civici, «da molti vanni è attivo un ascensore, recentemente ampliato, che consente di raggiungere a rurri coloro che ne avessero la necessità i vari piani del palazzo e di garantire comunque la visita». «Palazzo Ducale», conclude il comunicato, «che è utile ricordare essere il museo più visitato della città e uno dei più visitati a livello nazionale ospita continuamente gruppi di disabili e su questo non si è mai riscontrato alcun tipo di problema». «Lascia l’amaro in bocca leggere di Gioacchino» , attacca Finozzi, «me ne dispiaccio, ma vicende come questa si rivelano anche occasioni di riflessione per una regione come il Veneto, pilota nel turismo accessibile a livello europeo». «Vorrei anzitutto rivolgermi alla professoressa che accompagnava la classe di Gioacchino nel viaggio di istruzione», prosegue l’assessore regionalò, «mi permetto di suggerirle di cercare delle informazioni sull’accessibilità dei luoghi da visitare prima di arrivare in loco. Nel caso specifico parliamo di Venezia, la città che spesso anche nell’immaginario collettivo rappresenta una enorme barriera architettonica ed è una rappresentazione erronea. Sarebbe stato sufficiente che l’insegnante entrasse nel portale del Comune di Venezia, che contattasse la Regione o che semplicemente inserisse le parole “Venezia” e “disabili” su google per venire indirizzata subito alle mappe scaricabili degli Itinerari Senza Barriere che riguardano il centro storico e le isole. Si tratta di ben 12 itinerari assolutamente accessibili e praticabili da tutti, scaricabili in formato pdf e stampabili. Probabilmente questa piccola accortezza avrebbe reso il viaggio a Venezia di Gioacchino e dei suoi compagni molto più piacevole e mi auguro che possa ritornare per provare il piacere di percorrere le calli veneziane, e anche di correrci con una sicurezza e una libertà inesistenti in tante altre città». E Finozzi spera che l’esperienza di Gioacchino non si ripeta più.
da La Nuova Venezia del 12-04-2014

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