Barriere architettoniche, 400 mila euro per le scuole genovesi

GENOVA. Quattrocento mila euro (o quasi) alle scuole genovesi, per renderle più accessibili. Perché sono lo specchio della civiltà, e devono accogliere, non escludere le diversità. Lo ha stabilito una delibera approvata ieri dalla giunta comunale: le scuole – e in particolare i “poli gravi”, dove vengono indirizzati i ragazzini con disabilità maggiori – avranno la priorità nell’assegnazione dei fondi comunali per l’abbattimento delle barriere architettoniche: scale e ostacoli che ancora rendono difficile la vita dei piccoli disabili in moltissimi istituti genovesi.
Sono i fondi vincolati che ogni anno arrivano dal 10% degli oneri di urbanizzazione. E in verità, visto che si costruisce sempre meno, sono sempre più scarsi: oltre 1 milione nel 2012, 630 mila euro nel 2013 e “solo” 400 mila quelli previsti per quest’anno.
«Così pochi che ormai si esauriscono con 5 o 6 ascensori», dice Fabio Pienovi della Consulta comunale Handicap. «Ed è per questo – spie-
l’assessore alla Legalità e ai Diritti Elena Fiorini – che abbiamo introdotto una scala di priorità per gli interventi. Da oggi la Commissione barriere architettoniche, che abbiamo ridotto a 14 componenti, darà priorità ai progetti delle scuole, e a seguire a quelli di edifici pubblici, strade e giardini». Quali siano le scuole prescelte ancora non si sa: i progetti sono al vaglio (negli ultimi anni qualcosa si è già mosso, si pensi ai cantieri aperti per gli ascensori delle scuole Gallino e Da Passaga no). Con questi criteri verrà speso l’80%dei fondi: il 10% sarà destinato a piccoli interventi in comunità o per singoli cittadini, e altrettanto ad attività di sensibilizzazione.
Ma – a proposito del bisogno di sensibilizzazione – le novità non sono finite: «C’è ancora un problema a monte, nel progettare la città – continua Fiorini – e allora abbiamo istituito il parere dell’ufficio accessibilità del Comune, e della Consulta Handicap, per tutti i progetti di opere pubbliche. Perché un domani non sia più necessario abbattere barriere, bisogna evitare di continuare a costruirle». Un’esigenza che la Consulta reclama da tempo: «I progettisti spesso mettono la “x” sulla casella “a norma accessibilità” anche se i progetti non sono a norma – riprende Pienovi – è fondamentale questa nuova sensibilità della macchina comunale».
E la giunta ha varato ieri un’altra delibera innovativa: la partecipazione al progetto europeo Elena, per città più efficienti dal punto di vista energetico. Tursi ha presentato progetti per 200 milioni di euro alla Banca europea per gli investimenti: progetti per l’illuminazione pubblica, infissi di scuole e uffici comunali, l’acquistodibusametano per Amt. Se il finanziamento andrà in porto, a realizzare i lavori sarà una Esco (le società di servizi energetici), il comune pagherà solo il 10% della progettazione, e otterrà un risparmio sulle utenze fino a 18 milioni all’anno.

di Giulia Destefanis

da Repubblica.it del 18-04-2014

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