Fiori, fili di plastica e rami per decorare le rampe

La creatività di docenti e studenti dello IED al servizio dei ponti di Dorsoduro La facilità d’accesso verso Guggenheim, Fondazione Vedova e Punta Dogana.

VENEZIA. Fiori e decori in tessuto microforato, fili di plastica, rami e ramaglie raccolte in laguna. Fantasiosa e colorata, è la nuova decorazione delle rampe presentata ieri nell’ambito dell’iniziativa “Un vestito per le rampe. Dress code Venice Ramp”, progetto di arredamento creativo che ha interessato le strutture mobili dei ponti “de la Calcina”, “ai Incurabili” e “dei Catecumeni”. L’opera, realizzata da studenti e docenti dell’Istituto Europeo del Design di Firenze e Venezia, si inserisce all’interno di “Venice art for All”, un’iniziativa che difende la facilità d’accesso alle principali istituzioni culturali di Dorsoduro, garantendo la presenza fino al 15 giugno delle rampe su questi tre ponti, costruite in occasione della VeniceMarathon. Sarà quindi meno difficoltosa la viabilità urbana verso la Collezione Peggy Guggenheim, la Fondazione Vedova, la Punta della Dogana, le Gallerie dell’Accademia e l’Accademia delle Belle Arti. A fronte dell’importanza sociale e culturale del progetto, la cerimonia d’apertura è stata all’insegna della convivialità. Accanto al ponte ai Incurabili, si è tenuta una conferenza pubblica, all’aperto, in modo da raccontare le varie tappe dell’impresa avendo sotto gli occhi il risultato finale. Come ha spiegato Franco Gazzarri, dirigente della Direzione Lavori Pubblici, Ufficio Eliminazione Barriere Architettoniche, «è stata una catena di Sant’Antonio volta al positivo. L’evento della VeniceMarathon ha innescato la valorizzazione sociale dei maggiori luoghi d’interesse artistico di Dorsoduro. Grazie poi alla fortunata collaborazione tra le famiglie di Tito e Matilde, due ragazzi con difficoltà motorie che abitano nella zona, lo IED di Firenze e Venezia e il Rotary Club Venezia, è stato possibile portare a termine l’operazione di esterior design che vedete qui davanti a voi». La creatività ha fatto il resto. «Abbiamo utilizzato fiori e decori di tessuto microforato, cordini e plastica colorata, rami e frasche raccolte qui sul posto. Valorizzare in maniera sostenibile è possibile» ha detto Matteo Fioravanti, in rappresentanza dello IED. Un progetto al quale hanno aderito tutti con grande entusiasmo. «L’iniziativa “Un vestito per le rampe” va considerata un modo per umanizzare le strutture in tubo precedentemente allestite» ha spiegato Patrizia Carlon, responsabile comunale del Servizio Città per Tutti – La bellezza, a Venezia, deve essere un valore accessibile a chiunque».

di Flavio Lapiccirella

da La Nuova Venezia del 19-04-2014

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