Trappole per disabili. Un giro della citta’ con un portatore di handicap

ORISTANO. Le strisce gialle sono ben visibili in terra. E ci sono anche i cartelli che indicano i parcheggi per i disabili. Peccato però che quei pali sui marciapiedi stretti blocchino il passaggio di una sedia rotelle. Siamo in via Michele Pira, proprio davanti al poliambulatorio: strada simbolo delle barriere architettoniche in città. Ma la carrellata delle trappole “urbane” è lunga e non fa differenze dal centro alla periferia tra scivoli e marciapiedi pericolosi, rami sporgenti, pali e gradini. Adesso il Comune cerca di correre ai ripari, sono già pronti 220 mila euro ma il progetto tarda a prendere corpo come puntualmente ha ricordato la minoranza.

LE TRAPPOLE. Partendo da piazza Roma verso via Diego Contini i primi ostacoli in alcuni tratti «sono gli scivoli troppo ripidi o i marciapiedi quasi inesistenti che ci obbligano a spostarci sulla strada, con tutti i rischi che questo comporta» fa notare Michele Frigato, insegnante in pensione da alcuni anni costretto su una carrozzella. Una passeggiata con lui basta per scontrarsi da vicino con i mille ostacoli che nasconde la città. Attraversata via Cagliari, la situazione non migliora affatto in via Diaz e via D’Annunzio tra mattonelle ballerine, pali in mezzo ai marciapiedi o radici degli alberi sporgenti. Trappole in via Martiri di Belfiore, a pochi passi dal cinema: le radici degli alberi hanno sollevato il livello dei marciapiedi, disseminati di aiuole ormai dispesse da tempo che rubano spazio inutilmente al passaggio di pedoni e carrozzine. In questa strada, inoltre, su un lato del marciapiedi c’è un fastidiosissimo saliscendi, creato dai diversi livelli fra l’accesso per le auto e il resto dell’asfalto. Disagi anche nella zona dei palazzi Saia con scivoli degni delle montagne russe e marciapiedi disastrati. Nel quartiere di San Nicola strade come via Pergolesi e Monte Arci sembrano percorsi di guerra a causa delle buche. Cartelli stradali ostruiscono il passaggio in alcuni punti di via Mariano IV e via Figoli, a Torangius e nel centro storico. Vicoli stretti e un acciottolato talvolta malridotto, come in via De Castro, rischiano di trasformarsi in trappole. Così come i marciapiedi di via Bellini e via Cimarosa.

EDIFICI PUBBLICI. La scalinata all’ingresso dell’Informacittà in piazza Eleonora è un ostacolo insormontabile: sono diversi i cittadini disabili costretti a fermarsi sulla porta. «Quell’ufficio andrebbe subito trasferito in un locale di agevole accesso – sottolinea Frigato – È vero che per gli uffici pubblici la situazione è migliorata, ma c’è ancora tanto da fare». Un altro caso è il Centro servizi culturali di via Carducci: scale dentro e fuori, il montacarichi che c’era all’ingresso da tempo è fuori uso. E qualche mese fa, il direttore Marcello Marras aveva ipotizzato di trasferire le attività altrove. Nei giorni scorsi se ne è discusso perfino in consiglio comunale. «Anche alcune chiese sono off limits per noi – va avanti – da quella di San Francesco a Santa Chiara alla chiesa del Carmine».

IL PROGETTO. Il Comune ha stanziato 220 mila euro per lo spostamento dei vari ostacoli (pali, panchine), sistemare scivoli e per creare percorsi. «Nei prossimi giorni incontreremo le associazioni di volontariato per capire le priorità – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Efisio Sanna – Faremo una sorta di mappa e cercheremo di intervenire sulle situazioni più urgenti». Ultimato l’iter di gara, i lavori dovrebbero partire entro l’estate.

di Valeria Pinna

da L’Unione Sarda del 23-04-2014

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