Editoria Braille, ”alcune pubblicazioni attivate per avere finanziamenti”

Le precisazioni del presidente Uic Mario Barbuto sulle tecnologie per i ciechi: “Scettico verso settimanali o quotidiani che pretendono di offrire opportunità informativa. Non giustificati il costo e lo sforzo. Alcuni puntano a fondi ministeriali per editoria speciale”.

ROMA. Sull’editoria “speciale” destinata alle persone cieche, Mario Barbuto, presidente dlel’Uic, tiene a fare chiarezza, dopo le dichiarazioni rilasciate alcuni giorni fa a Redattore sociale. In particolare, “si tende spesso a mettere in contrapposizione l’editoria braille e quella audio – precisa -, mentre, a mio avviso, le due modalità si integrano e si completano. Rimango comunque piuttosto scettico verso quelle pubblicazioni di editoria Braille a cadenza soprattutto settimanale, o addirittura quotidiana, che pretendono, in pochissime paginette, di offrire ai ciechi una opportunità informativa. Esse infatti, arrivano in grande ritardo e sono quantitativamente così striminzite da non giustificare il costo e lo sforzo. La mia personale impressione – ipotizza Barbuto – è che a volte vengono attivate con il precipuo scopo di poter riscuotere il finanziamento ministeriale riservato all’editoria speciale”. Per quanto riguarda il servizio “Evalues”, esso “offre ai ciechi, in tempo reale, le edizioni integrali di numerosi quotidiani a carattere nazionale e locale in versione elettronica digitale, consentendo a ciascun utente di fruirne nel modo che più ritiene congruo: tramite lettura vocale, Braille o con caratteri ingranditi”.

In merito all’editoria scolastica, “la nostra preoccupazione è duplice – dichiara Barbuto – innanzitutto, il margine di tempo davvero ristretto a disposizione delle nostre organizzazioni specializzate dal momento della scelta del testo da parte del Consiglio di classe, a quando esso deve essere consegnato all’alunno non vedente o ipovedente in versione Braille o a caratteri ingranditi; in secondo luogo, il rischio di esclusione dei nostri alunni che potrebbe derivare dall’adozione dei libri di testo nel formato Ebook, considerato che la maggior parte dei software di lettura di tali testi non risponde alle norme sull’accessibilità, risultando quindi scarsamente utilizzabile da parte delle persone non vedenti o ipovedenti”.

da Redattore Sociale del 28-04-2014

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