La carrozzina non e’ un bagaglio qualsiasi!

Sembra superfluo doverlo ricordare e invece, quando accadono “disavventure aeroportuali” come quella raccontata da Andrea Santicoli, è bene riaffermarlo con forza. «In quei sei giorni senza la mia carrozzina – scrive infatti – letteralmente “dispersa” in Pakistan, “grazie” alla Compagnia Emirates Airlines, mi sono sentito come uno costretto a indossare degli scarponi da sci per svolgere tutte le azioni di una giornata!»

Sono una persona paraplegica e nel dicembre scorso, dopo avere acquistato i biglietti presso l’Agenzia di Viaggi Kuoni SA di Lugano, un giovedì mi sono imbarcato a Milano Malpensa, diretto a Dubai per una vacanza di dodici giorni.
Dopo avere svolto tutte le formalità per l’imbarco dei bagagli, della mia sedia a rotelle e per le pratiche doganali, mi sono recato al gate di partenza e lì, con l’aiuto del personale addetto, ho lasciato la mia sedia a rotelle davanti all’aeromobile, per trasferirmi sull’apposita carrozzina necessaria a raggiungere il mio posto in aereo.
Dopo un viaggio regolare e piacevole, sono arrivato a destinazione nei termini previsti, ma una volta sbarcato, il personale addetto si è presentato senza la mia carrozzina. Mi sono recato, quindi, fino al posto del ritiro bagagli con quella dell’aeroporto, spinto da uno del personale, e qui, purtroppo, ho avuto la conferma che la mia sedia a rotelle non c’era e che risultava smarrita.
Ho quindi dovuto procedere alle necessarie formalità, compilando una serie di moduli e alla fine mi è stata data una carrozzina sostitutiva, ma la migliore di quelle offerte era larga quasi il doppio della mia, pesante tre volte di più e quindi non proprio facilmente manovrabile. Era inoltre assolutamente inadeguata ai trasferimenti, in quanto ad uso delle persone con una scarsa mobilità, ma che possono comunque stare in piedi.

Lascio dunque l’aeroporto dopo due ore dal mio arrivo, non certo contento e anche stupito per l’indifferenza con cui era stato trattato il caso. Poco importa – mi dico – domani arriverà e così potrò iniziare la mia vacanza…
Prendo il taxi e in albergo incontro le prime difficoltà, trovando delle rampe di accesso che vista la mole della sedia a rotelle, non posso percorrere da solo, dovendo sempre far capo al personale. E anche se posso sempre contare su una gentile disponibilità, ciò limita ulteriormente la mia già compromessa libertà di movimento.
Passi poi per la moquette al piano, che non rende certo agevole il movimento, ma quando arrivo in camera, mi rendo subito conto di quanto sia difficile il trasferimento dalla carrozzina alla sedia della doccia e dalla carrozzina al letto, e soprattutto quanto sia pericoloso perché più di una volta mi sono trovato a terra con la sedia ribaltata!
La mattina successiva contatto l’Agenzia Kuoni SA, che si mette in azione per aiutarmi a capire dove si trovi la carrozzina, visto che i miei tentativi con la compagnia aerea e con l’aeroporto sono stati inutili e frustanti. Purtroppo, però, nemmeno l’Agenzia riesce ad avere informazioni in più: in pratica nessuna informazione!
Arriva così il sabato e poi la domenica, senza alcuna novità e il mistero continua anche il lunedì, limitando a dir poco la mia vacanza, sostanzialmente circoscritta all’albergo e ad alcune zone di esso.
Solo il martedì mattina ricevo la notizia che finalmente si è riusciti a individuare la mia carrozzina: è ferma da quattro giorni in Pakistan, senza che nessuno se ne sia accorto… Bene, penso, la sera stessa c’è un volo diretto, che dura tre ore e mezza. Finalmente, quindi, potrò tornare a disporre della mia sedia a rotelle. E invece no, la riavrò solo il giovedì a tarda sera!

In realtà l’avventura non è finita lì, poiché successivamente ho chiesto alla Compagnia Emirates Airlines di riconoscermi i danni di sei giorni su dodici – mezza vacanza – rovinati a causa loro. Il risultato è stato l’offerta – dopo l’intervento dell’Agenzia Kuoni SA, letteralmente vergognatasi del comportamento della Compagnia – di 500 dollari americani a titolo appunto di risarcimento.
Mi sono rifiutato di riceverli, ma quel che più mi ha infastidito è che la sedia a rotelle sia stata considerata al pari di un bagaglio, quando è inutile che stia a spiegare – ahimè – come non lo sia. In seguito, poi, ho ricevuto un’offerta – come da tariffe internazionali riguardanti la perdita di bagaglio (50 dollari al giorno) – di 150 dollari, anziché i 300 cui credo avrei avuto diritto, visto che i giorni erano stati sei e non tre.
In ogni caso devo dire che da una compagnia aerea come Emirates Airlines – considerata tra le migliori al mondo – mi sarei aspettato un comportamento ben diverso. In primo luogo nell’evitare di smarrire la carrozzina, ma questo può capitare. In secondo luogo nel ritrovarla e restituirla più rapidamente e non in sei giorni. In terzo luogo, nel trattarla come un normale bagaglio, anziché come parte integrante della persona. Infatti, nei giorni in cui sono rimasto senza il mio ausilio, mi sembrava di essere come una persona costretta a indossare per ventiquattr’ore degli scarponi da sci e con questi dover correre sulla spiaggia, nuotare e tutto il resto che si può fare in un’intera giornata!

di Andrea Santicoli

da Superando.it del 29-04-2014

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