Universita’ inaccessibile col treno

BASSANO. Ha scritto direttamente all’assessore Renato Chisso e a breve, almeno stando a quanto gli è stato detto, dovrebbe incontrarlo per capire se il problema che lo interessa direttamente, ma come anche tanti pendolari, può essere risolto.
Marco Zarpellon, 33enne bassanese, studiava a Padova ma da qualche tempo è diventato un ex universitario.
«Sono un ragazzo diversamente abile e per muovermi uso la carrozzina – puntualizza Marco – Negli anni passati studiavo alla facoltà di informatica dell’ateneo patavino ma sulla tratta Bassano-Padova il più delle volte prendere il treno si è rivelato molto difficile. Il più delle volte erano treni non adibiti al trasporto dei diversamente abili e ciò mi costringeva a salire nel vano biciclette.»
«In un primo momento come soluzione mi andava bene – continua Marco – anche se non era certo l’ideale: ma quantomeno all’università ci arrivavo. Dopo tante insistenze nel chiedere il servizio, la doccia fredda».
Cioè?
«Mi è stato risposto dalla direzione che per raggiungere Padova, da Bassano, avrei dovuto passare per Venezia. Capite bene che i tempi e i costi in questo caso si allungavano in maniera spropositata, impedendomi di arrivare in orario alle lezioni e costringendomi ad itinerari davvero assurdi: evidentemente non ci sono quindi treni adibiti per il trasporto dei diversamente abili sulla tratta Bassano-Padova».
Motivo per cui ha scritto all’assessore Chisso chiedendogli un incontro.
Esattamente. Non so se mi riceverà ma vorrei spiegargli un problema che riguarda anche tutti coloro che come me si muovono su una carrozzina e che credo abbiano il diritto di poter avere quantomeno un treno al giorno, andata e ritorno, che da Bassano raggiunge Padova».
Nessuna protesta con toni fuori dalle righe nè manifestazioni eclatanti ma solo la sensata richiesta di chi punta a crescere in una società che nel 2014, purtroppo, affianca alle ancora esistenti barriere culturali le altrettanto odiose barriere architettoniche.
Marco Zarpellon per il momento ha smesso di studiare in attesa che le cose si sistemino.
Il suo è un impegno che si traduce in partecipazione attiva essendo peraltro candidato anche alle prossime elezioni amministrative bassanesi.
«Ma questa è una lotta che affronterei comunque – conclude – per me e soprattutto per quei giovani diversamente abili con la voglia di studiare all’Università di Padova. Non dev’essere la mancanza di un treno a fermarli. Nel 2014 non può accadere».

di Johnny Lazzarotto

da Il Gazzettino del 30-04-2014

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