Sui banchi 223 mila alunni disabili. Barriere in molte scuole

ROMA. Le scale sono a norma e anche i bagni sono per lo più accessibili, ma quanto ai percorsi interni ed esterni le scuole italiane hanno ancora barriere a volontà: in sette su dieci non c’è praticamente traccia di supporti o aiuti (dagli scivoli ai segnali visivi o acustici) che rendano più facili gli spostamenti delle persone con disabilità. A rimarcarlo sono i dati elaborati, su base Istat, da Exposanità, la manifestazione dedicata a sanità e assistenza che andrà in scena a Bologna dal 21 al 24 maggio prossimi e che dedicherà diversi focus di approfondimento e di riflessione proprio al tema della disabilità.

In un report dedicato alla situazione delle scuole, viene segnalato che – oltre alla presenza del sostegno – gli alunni disabili necessitano di servizi con determinate caratteristiche per il superamento delle barriere architettoniche: ecco dunque che i dati mostrano che nel nostro paese c’è una percentuale abbastanza alta di scuole con scale a norma (sono il 79% delle scuole primarie e l’86,8% delle secondarie di primo grado) e un numero ugualmente alto di strutture con servizi igienici a norma (si tratta del 76,7% delle scuole primarie e del 79,7% delle secondarie di primo grado). Non che non vi siano differenze regionali, anche abbastanza marcate, ma nella media i numeri sono abbastanza soddisfacenti: nella scuola primaria i due opposti sono rappresentati dalla Calabria (60,6% di scale a norma e 58,7% di servizi igienici) e dalla Valle d’Aosta (rispettivamente al 93,2% e al 94,5%), mentre nella scuola secondaria di primo grado l’eccellenza è sempre in Valle d’Aosta (che può vantare perfino un 100% di scale a norma, e il 95,2% dei bagni) con Calabria (76,6% di scale) e Basilicata (62,7% di servizi igienici) a chiudere le due classifiche. Fra le altre, in media il Piemonte oscilla sull’80%, la Lombardia sul 90%, il Veneto sull’83%, il Lazio sul 78%, la Puglia sull’84%, la Sicilia e la Sardegna sul 77%.

Va ovunque male, invece, la situazione dei percorsi interni ed esterni: solo il 29,8% delle scuole primarie e appena il 29,1% delle scuole secondarie di primo grado hanno reso accessibili i percorsi interni, e numeri simili (28,4% delle scuole primarie e nel 27,2% delle scuole secondarie) si registrano per i percorsi esterni. A superare il 50% di scuole accessibili da questo punto di vista sono solamente le due province autonome di Trento e Bolzano (con percentuali variabili fra il 51 e il 66%): tutte le altre regioni restano ampiamente al di sotto della soglia. Il Piemonte oscilla intorno al 31%, la Lombardia sul 36%, il Veneto e l’Emilia Romagna sul 34%, la Liguria sul 25%, la Toscana sul 30%, il Lazio fatica ad arrivare al 20%, la Campania è al 21%, la Puglia al 26%, la Basilicata al 18%, la Calabria al 17%.

Exposanità ricorda poi i dati complessivi sul sostegno che parlano di 223 mila alunni disabili (anno scolastico 2012/13), pari al 2,5% degli studenti totali. L’incidenza più elevata si segnala in Trentino Alto Adige (3,3% sul totale degli alunni della regione), Lazio (3,1%) e Abruzzo (3,1%) mentre la Basilicata (1,9%) e la Calabria (2%) sono le regioni con il tasso più basso. La netta maggioranza degli alunni disabili (66,7%) ha una disabilità di tipo intellettivo mentre quella motoria è presente nel 4,1% dei casi, quella uditiva nel 2,9% e quella visiva nell’1,7%. Il rapporto tra docenti e numero degli alunni con disabilità è di uno ogni due studenti: Molise e Basilicata sono le regioni che dedicano più risorse con una media di un insegnante ogni 1,6 alunni con disabilità mentre nelle regioni Lazio e Lombardia il rapporto è inferiore (un docente ogni 2,4 alunni).

“Il tema dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità – afferma Marilena Pavarelli, project manager di Exposanità – impone due diversi livelli di riflessione: da un lato è necessario ripensare ed adattare l’edilizia scolastica così da renderla fruibile al maggior numero di studenti possibile, dall’altro occorre dotarsi di una serie di risorse materiali ed umane che concorrano a rendere la scuola italiana più accessibile anche nei confronti di coloro che presentano difficoltà nell’apprendimento”. “Exposanità – continua – darà come di consueto spazio a queste due tematiche dedicando una serie di appuntamenti alla progettazione for all, a quei prodotti destinati a chi presenta difficoltà cognitive nonché alle competenze necessarie a tutti coloro che seguono gli alunni con tali difficoltà: famiglie, insegnanti di sostegno, logopedisti, fisioterapisti e, più in generale, tutte le figure dello spettro riabilitativo”. Oltre alle iniziative su barriere architettoniche e handicap cognitivi, la manifestazione bolognese affronterà il tema disabilità da più punti di vista: fra le altre iniziative, previsti eventi speciali come Horus Sport (realizzato insieme al Comitato Paralimpico) con un’area sport in cui sarà possibile praticare dal vivo le discipline più diffuse, e come “Ludoteca for all” spazio ai giochi per bambini disabili, per far conoscere al pubblico e agli addetti ai lavori le ultime novità presenti sul mercato.

da Redattore Sociale del 08-05-2014

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