Metti fine all’imbarazzo! Una campagna per “affrontare” la disabilita’

Come ci si comporta con una persona disabile? La risposta giusta non esiste, ma alcune semplici regole possono aiutare a non commettere spiacevoli errori. L’associazione britannica Scope viene in aiuto con un piccolo vademecum e tre .

ROMA. “Se ti è capitato di trovarti in imbarazzo parlando con una persona disabile, non preoccuparti: non sei solo. Un aiuto concreto è a portata di mano”. A offrirlo è l’organizzazione britannica “Scope”, che mette a disposizione poche ma fondamentali regole di comportamento per evitare di offendere, magari involontariamente, una persona disabile. Cinque regole scritte, semplici ma molto concrete, che vengono esemplificate anche attraverso alcuni video, prodotti dallo stesso gruppo. Ciascun video si conclude con un quiz, che serve a verificare il livello di comprensione della “regola”. Basterà tenerle a mente, spiega l’associazione, “per smettere di sbagliare. Innanzitutto – è questa la regola ‘maestra’ – ricorda che sono persone, proprio come te”.

Ed ecco gli altri quattro “principi” di comportamento: primo, “non far supposizioni circa quello che ciascuno può fare, su come vive o come la sua disabilità lo condiziona”. Proprio alle “supposizioni” e le false credenze sulla disabilità è dedicato un apposito capitolo del lavoro pubblicato da Scope, che mette a nudo i pregiudizi più diffusi, da cui spesso discendono incomprensioni ed errori. Terzo principio è “Non sei sicuro o hai bisogno di sapere qualcosa? Chiedi! Naturalmente con rispetto”. Il quarto è “accettare ciò che le persone disabili dicono di sé e della propria condizione. Ricordati che loro si conoscono meglio di quanto non possa conoscerli tu”. Ultima regola è “ricorda che n tutte le condizioni sono visibili. L’epilessia, per esempio, non si vede semplicemente guardando una persona”.

Per rendere più chiari questi principi, Scope innanzitutto rimanda a un elenco di casi esemplari, in cui l’inosservanza di tali regole di comportamento dà luogo a situazioni imbarazzanti o addirittura problematiche. E mette a disposizione anche un vero e proprio glossario, con i termini giusti e quelli da evitare, quando si parla di disabilità. Soprattutto, però, vengono in aiuto i tre video della serie “End the awkward” (Metti fine all’imbarazzo) prodotti e pubblicati nei giorni scorsi sul relativo canale Youtube dell’associazione: due di questi hanno registrato, in poche ore, oltre 50 mila visualizzazioni. Il primo video riguarda la conversazione con una persona su sedia a ruote: l’imperatovi è “non chinarsi” per parlare, perché semplicemente “non serve a nulla”. Il “dilemma” rappresentato nel secondo video è “come posso stringere una mano che non c’è?” e riguarda evidentemente la relazione con una persona amputata. L’imbarazzo, in questo caso, si risolve facilmente stringendo l’altra mano. L’ultimo video mette n scena una conversazione con una persona sorda: situazione imbarazzante per molti, ma che si può aggirare facilmente ricorrendo a un linguaggio non verbale, in cui vengano in soccorso gesti “universali”.

A chiudere ogni video, c’è la frase che è quasi un “motto” della campagna: “Affrontiamo la situazione: la vita è piena di momenti imbarazzanti”. (cl)

da Redattore Sociale del 12-05-2014

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