Mostra di pittura “vietata” ai disabili

NOTO. Mostra vietata ai diversamente abili. Chi ha organizzato l’evento “Ars imago mundi” di Oleg Supereco, sembra abbia dimenticato le persone diversamente abili e le loro esigenze. Infatti, poter ammirare le oltre cento opere realizzate dal pittore russo che ha affrescato la cupola della Basilica di San Nicolò e i quattro pennacchi, diventa un problema per chi ha difficoltà di deambulazione visto che la mostra è stata allestita al primo piano del Convento dei Gesuiti, struttura all’interno della quale non esiste un ascensore.
In certi casi, rischia di diventare anche impossibile. Chi ha scelto le stanze del primo piano del Convento dei Gesuiti non ha fatto i conti con le scale e con la mancanza di un ascensore. I diversamente abili, devono armarsi di pazienza e sforzarsi: chi, in qualche maniera può fare qualche passo, lentamente può avventurarsi sulle scale e raggiungere l’ingresso della mostra. Chi è costretto a muoversi sulla carrozzella, o trova qualcuno disposto a caricarlo di peso oppure addio alla visita dei dipenti. Peccato. Perché mentre tutti ne esaltano l’alto contenuto artistico e la percezione stilistica, merito della mano di Supereco, che colloca la mostra tra le più interessanti allestite nella città barocca, qualcosa non ha funzionato. E si deve correre ai ripari: perché non esistono cittadini e visitatori di serie A e di serie B. In attesa di riparere ad una grave dimenticanza, si potrebbero mettere a disposizione i volontari della Protezione Civile in caso di necessità. Eppure il problema era già stato sollevato qualche settimana fa, quando le stesse stanze del primo piano avevano ospitato le opere dell’artista romano Massimiliano Frumenti Savasta. Le difficoltà riscontrate da alcuni visitatori diversamente abili nel poter visitare la mostra, non solo erano state segnalate, ma avevano sollevato legittime polemiche. A distanza di poche settimane, fatto ancora più grave, l’errore viene reiterato. Nelle intenzioni future, c’è quello di utilizzare un ingresso secondario dell’edificio di corso Vittorio Emanuele e trasformarlo in un’entrata riservata ai diversamente abili, con la sistemazione di un ascensore che permetta di raggiungere i piani rialzati. Nel frattempo, per ammirare le oltre cento opere esposte, i diversamente abili dovranno pazientare un po’. Decisamente un cattivo esempio per un’amministrazione che ha fatto dell’abbattimento delle barriere architettoniche una delle priorità della propria attività politica.

di Ottavio Gintoli

da La Sicilia del 12-05-2014

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