Bari, una citta’ con troppe barriere

BARI. Bari è una città che deve diventare significativamente più accessibile, accogliente e generosa per portatori di handicap e non. Sono Marco Livrea, e questo obiettivo motiva la mia decisione a candidarmi come consigliere comunale alle prossime elezioni amministrative della nostra città, primo step del mio progetto BARI ZERO – ZERO BARRIERE. Da tre anni una malattia ha fortemente ridotto le mie capacità funzionali e mi costringe a subire, ogni giorno, le barriere fisiche e culturali che una città non inclusiva come Bari impone a chi è diventato più debole. Questa realtà coinvolge il 20 per cento della nostra popolazione, che ha visto un restringimento dei propri orizzonti e che, se non aiutato dalle famiglie, è al massimo in grado di organizzare la propria solitudine. Il nostro modello sociale insegue e premia la velocità ignorando chi veloce non può essere. Una città inclusiva non ha barriere architettoniche, ma offre soluzioni utili a superare le grandi e piccole difficoltà anche di chi conduce una vita normale: una semplice passeggiata può diventare, per anziani o per mamme e papà con carrozzino, un percorso di agility impegnativo. Macroscopica è l’inadeguatezza dei mezzi pubblici, preclusi non solo ai diversamente abili per l’inesistenza di ausili salita/discesa, ma anche ai «normali» cittadini schiavi di ritardi, disfunzioni e scomodità. Ritengo necessario «suonare» l’allarme anche su altre urgenze – lavoro, cultura, ecologia, verde pubblico – che gravano sulla nostra città, e assicuro il mio appoggio a chi, con più esperienza nel merito, saprà proporre soluzioni. Vorrei invece dire la mia sulle gravi mancanze di welfare della nostra città perché ne faccio le spese ogni giorno. La lista del Centro Democratico con Pisicchio per Bari – sostenitrice di Antonio De Caro sindaco – ha accolto la mia denuncia e mi ha dato la possibilità di darle voce, essendo convinta come me che una municipalità sana debba poter abbattere tutte le barriere che la allontanano dalle esigenze dei suoi cittadini, i quali devono sentirsi tutelati nelle loro «diversità»: malgrado le sue risorse e professionalità, Bari «non è un posto per disabili», non ha una sensibilità sociale «giusta». Obbligo del suo governo è di crearne le condizioni. Il 13 dicembre del 2006 le Nazioni Unite hanno firmato una convenzione, sottoscritta dall’Italia il 30 marzo 2007, il cui articolo 19 cita quanto segue: «Gli Stati Parti alla presente Convenzione riconoscono il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società, con la stessa libertà di scelta delle altre persone, e adottano misure efficaci ed adeguate al fine di facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e la loro piena integrazione e partecipazione nella società ……. ».

di Marco Livrea,
candidato Bari 2014 Centro Democratico con Pisicchio

da Corriere del Mezzogiorno del 14-05-2014

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...