Il giornale c’è, i soldi sono finiti. Editoria braille: il grande vuoto

ROMA. In Italia quasi nessun libro e giornale per non vedenti. O almeno così era fino a poco tempo fa. A creare un canale di accesso alle informazioni anche per i disabili visivi ci ha pensato la cooperativa sociale Handy Sistems Onlus, la più grande tipografia braille del Lazio, presieduta dalla 56enne Caterina Ferrazza, che ad Affaritaliani.it spiega: “Negli altri paesi esiste l’obbligo di produrre una percentuale di libri in braille, in Spagna ci stampano perfino Playboy. Mentre da noi c’è un vuoto totale nel settore”. Ferrazza, non vedente dalla nascita e da sempre attiva nel sociale, ha deciso che non ne poteva più di “ascoltare articoli online riprodotti dalla voce meccanica di un robot”. E nel 2006 ha fondato la cooperativa, inizialmente autofinanziata, editrice della rivista Braille News. L’associazione ha da poco raggiunto un traguardo significativo: l’inaugurazione di un macchinario rivoluzionario per l’editoria del settore. Che al momento è paradossalmente bloccato, finché la Regione non stanzierà nuovi fondi.
Perché è così importante questo nuovo mezzo di produzione?
“Perché del tutto automatizzato, è il primo in Italia e il quindicesimo al mondo per livello di tecnologia. Semplificherà il processo di stampa e velocizzerà il prodotto. Tenga conto che con le prime macchine, molto rudimentali, che venivano dalla Norvegia e costavano circa 20mila euro, ci mettevamo giorni a stampare qualche pagina”.
Il suo costo?
“Circa 150mila euro, di cui 120mila ottenuti grazie a un finanziamento regionale vinto tramite un bando, tra quelli che mette a disposizione dei disabili la legge 29 del 1996”.
Eppure la macchina non è ancora operativa…
“Purtroppo no, in questo momento siamo fermi, si sono esauriti i progetti precedenti e siamo in attesa che ce li riconfermino, così come i finanziamenti. Siamo in nove, tutti con contratti a tempo indeterminato, di tanto in tanto anche supportati da stagisti, ma abbiamo le mani legate. La cooperativa è ufficialmente aperta, ma è priva di fondi”.
Nel frattempo però vi date da fare. Cosa state facendo per promuovere l’iniziativa?
“Ci siamo prefissi di raggiungere il pubblico nazionale e per questo stiamo contattando le redazioni di diverse testate. Puntiamo a ottenere il pluralismo dell’informazione anche per i non vedenti. Tutti ne abbiamo diritto”.
Che tipo di collaborazione state proponendo?
“Ad alcuni ad esempio abbiamo offerto di fare un tentativo attivando un abbonamento. Ovviamente non possiamo sobbarcarci tutti i costi: anche se a noi non interessa il profitto non possiamo neppure rimetterci. Quindi l’idea sarebbe quella di girare a loro la parte della distribuzione. Noi ci occuperemmo di ricevere gli articoli in anteprima per poi stamparli in braille. Potremmo aiutarci anche con una pubblicizzazione massiva, e poi vedere come va. Si potrebbe al limite estendere il progetto includendo anche gli ipovedenti, o accettando commissioni per la stampa di libri. Tutto sta nel cominciare. Speriamo che qualcuno ci ascolti”.
Come è iniziata la vostra avventura editoriale?
“Nel novembre 2007, quando è partita la collaborazione con il Tempo, il giornale romano che manda in edicola il nostro settimanale Braille News addossandosi tutti i costi di distribuzione. Che sono altissimi: per diecimila copie da spedire in tutta Italia si pagano anche 150mila euro. Non è stato facile costruire questo percorso, senza il supporto del Tempo e della Regione non ce l’avremmo fatta: solo una copia come costi vivi vale circa 1,50 euro, che da soli non avremmo potuto sostenere”.
Quali sono le vostre fonti di informazione?
La rivista raccoglie le principali notizie della settimana, non solo fatti di cronaca, ma anche informazioni specifiche per i non vedenti. Gli articoli provengono in parte dal quotidiano. Una sezione è scritta invece dalla stessa redazione della cooperativa, talvolta in collaborazione con il Comune che ci aggiorna sui fatti salienti. A volte siamo noi stessi poi a seguire i consigli comunali o regionali che ci riguardano.
E’ ottimista sul futuro dell’iniziativa?
“Non sappiamo nulla, finora non abbiamo ricevuto risposte da nessuno. Posso solo sperare che si realizzi il mio sogno. Quello di una lettura che porti emozione. Come per tutti i cittadini esiste la possibilità di informarsi sul web o sulla carta, lo stesso deve avvenire anche per i non vedenti”.

di Ilaria Mariotti

da Affari Italiani del 14-05-2014

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