La scherma per non vedenti trova spazio: e’ uno sport sicuro

ROMA. Disciplina nata per caso, la scherma per non vedenti sta oggi prendendo piede in tutta Italia, tanto che nel 2014 la Federazione italiana scherma ha riconosciuto un circuito per questo sport. Ad Acireale, il primo giugno, ci sarà la prima edizione del campionato italiano assoluto. Saranno in 20 a sfidarsi, 10 per sesso, dopo le qualificazioni svolte a Napoli e a Pesaro. Guardando indietro, il bilancio e’ nettamente positivo: nel 2013 erano 21 gli iscritti, oggi sono 34; le società erano 4, nel 2014 sono 8.

Il progetto è nato quattro anni fa a Modica, nel ragusano, all’interno di una delle più grandi società italiane: la Conad scherma Modica. La stessa sala in cui è cresciuto il campione olimpico, Giorgio Avola. “Avevo bendato una mia allieva per darle maggiore sensibilità al polso – racconta l’ideatore Giancarlo Puglisi, 40 anni – quando ha tolto la fascia, lei mi ha detto ‘perché non porti i non vedenti in pedana?’. Cosi’ è iniziata una scommessa”. In passato c’erano soltanto alcuni esperimenti in centri di riabilitazione, ma “si tirava a scopo ricreativo, noi abbiamo dimostrato che si può fare anche agonisticamente” dice soddisfatto il maestro.

Rispetto a quella per normodotati, ci sono soltanto alcune modifiche nella scherma per non vedenti: un binario lungo la pedana e un segnalatore di suoni differenziato per assegnare le stoccate. “L’unica grande differenza è che possono impugnare soltanto la spada perché rispetto al fioretto e alla sciabola l’obiettivo è tutto il corpo” spiega Puglisi. Sono molte le società che stanno allargando la loro offerta con questa nuova disciplina: “Sempre più persone non vedenti si avvicinano alle pedane grazie al passa parola – continua il maestro – è ritenuto uno sport valido e per questo sta riscontrando grande interesse, anche all’estero: si sta diffondendo in Francia, abbiamo contatti con il Portogallo e gli Usa. Un uruguayano è venuto in Sicilia per capire come funziona” racconta Puglisi.

Tommaso Ferraro, 32 anni, è uno dei primi schermidori non vedenti: “Mi piace molto questa disciplina perché è uno sport completo e sicuro. Aiuta a migliorare il senso di orientamento e l’equilibrio”. Nella sala della Conad scherma Modica c’è molta soddisfazione: qui sono nati i primi schermidori non vedenti. “Ci sentiamo dei pionieri – dice orgoglioso Ferraro – abbiamo creduto a una cosa che non esisteva, ci siamo messi in gioco quando pochi davano credito a questa disciplina”. Il prossimo obiettivo? “Avere più under 18”, spera il maestro Puglisi.

da DireGiovani.it del 23-05-2014

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