Piano sulla citta’ accessibile: adesso e’ duello sul progetto

SACILE. Il tema della città accessibile e inclusiva è stato affrontato da questa amministrazione con l’intenzione di avviare un metodo di lavoro che possa portare dei frutti anche negli anni a venire: risponde così l’assessore Francesco Scarabellotto alle critiche arrivate dall’architetto Roberto Saccon. «L’accessibilità e l’inclusione che sono rivolti ad una città per tutti – spiega l’assessore – sono temi rispetto ai quali l’amministrazione comunale è riuscita a ottenere risultati concreti favorendo l’avvio di un metodo di lavoro che mai era stato affrontato prima anche se qualche anno fa, nel 2006, era stato proposto all’amministrazione dell’epoca senza però venir preso in considerazione. Le metodologia scelta è stata quella della partecipazione dei cittadini ed in particolare di quelle persone che vivono quotidianamente le difficoltà delle barriere architettoniche o del basso grado di comfort». «L’istituzione di un tavolo di lavoro permanente – continua l’assessore – ha consentito di avviare la formazione di un Piano di eliminazione delle barriere architettoniche, che a Sacile non era mai stato preso in considerazione anche se previsto dalle leggi nazionali, e alcuni primi interventi nelle vie del centro città. In consiglio comunale, inoltre, è stata votata all’unanimità una delibera che impegna le prossime amministrazioni a proseguire su questa strada destinando ogni anno dei fondi per questi interventi. Il progetto “Accessibilità a Sacile” – conclude Scarabellotto – è stato altresì protagonista dell’Oscar della salute 2014 dove ha ottenuto il secondo premio. Sacile, infine, ha avuto ruolo in diversi workshop nazionali nell’ambito della Biennale dedicata allo spazio pubblico». Secondo l’architetto Saccon, invece, il piano annunciato dall’amministrazione comunale, dopo quattro anni di latitanza, è un mero elenco, un rilievo delle criticità fisiche presenti nel nostro ambito urbano che impediscono, di fatto, la fruibilità di parti della città a persone diverse per capacità percettive, motorie e cognitive. «Ma – sottolinea – con la stessa voglia di vita». Questo piano, secondo il professionista, è dunque solo la fase conoscitiva, la fotografia dello stato di fatto. «La fase programmatoria – attacca – non mi pare pienamente sviluppata: non contiene indirizzi per le soluzioni progettuali di adeguamento, non una stima attendibile dei costi d’intervento, né la programmazione temporale né la scala delle priorità. L’accessibilità è quindi un tema che la prossima amministrazione non potrà dimenticare proprio perché si fonda sul rapporto tra persona e ambiente e può essere il catalizzatore per un riesame dello spazio pubblico. Una cosa – conclude Saccon – è certa: dove l’accessibilità è scarsa, è scarsa anche la qualità urbana». (m.mo.)

da Messaggero Veneto del 25-05-2014

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