Milano sara’ la citta’ accessibile. Addio barriere in scuole, metro, edifici e mezzi pubblici

MILANO. Restano 337 giorni per trasformare Milano in una città accessibile alle centinaia di migliaia di persone disabili che arriveranno per visitare l’Expo e a tutte quelle che già ci abitano. Tempi strettissimi, che hanno spinto Palazzo Marino ad accelerare in questa direzione. A meno di due mesi dalla sua prima riunione, è partito il piano della task force anti-barriere, che riunisce soggetti pubblici e privati (tra cui Atm ed Expo Spa) e associazioni del Terzo settore sotto la guida della cabina di regia comunale. «Stiamo studiando una decina di percorsi realmente accessibili, non solo destinazioni di tipo culturale ma anche itinerari di vita normale per lo shopping, la ristorazione e gli eventi collegati all’esposizione», spiega a ItaliaOggi Franco Bomprezzi, presidente di Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), cui spetta il compito di mediare tra i protagonisti del tavolo, «facendoli coincidere con le situazioni di maggiore accessibilità per ridurre al minimo gli interventi, altrimenti in quello che resta di quest’anno non ce la si fa». Tecnici del Comune e consulenti delle associazioni sono già al lavoro per mappare lo stato dell’arte di marciapiedi, mezzi di trasporto e fermate: nel mirino situazioni di grandissima criticità, come quella della Stazione Centrale, e aree che diventeranno fondamentali durante l’Expo, come la zona del Castello Sforzesco. L’attenzione sarà concentrata anche sul sito espositivo, «e in particolare sul Padiglione Italia, che dovrà essere esemplare», continua Bomprezzi, «qui la Regione traslocherà il personale dello Sportello disabilità, garantendo persone preparate all’accoglienza e in grado di risolvere emergenze, anche grazie alla collaborazione dell’Areu, il servizio regionale di emergenza-urgenza». Più difficile incidere sui padiglioni degli altri Stati, per i quali però Expo Spa ha promesso la massima attenzione al rispetto delle regole. «L’informazione, anche e soprattutto digitale, sarà una questione centrale: se tutto è fruibile e non lo si comunica, è come se non lo fosse», sottolinea ancora il presidente di Ledha. Per questo, il Comune sta lavorando per realizzare una app con i percorsi e l’offerta culturale, turistica, commerciale accessibile a tutti. A contribuire a questo cambiamento sarà anche il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba)», lanciato solo qualche mese fa dal Comune. Anche in questo caso, alla base degli interventi, ci sarà la fondamentale concertazione tra istituzioni e società civile. Oltre 16 milioni di euro saranno utilizzati per opere già in programma quest’anno: abbattimento delle barriere negli edifici pubblici e nelle scuole e adeguamento delle fermate dei mezzi. Altri 2 milioni saranno necessari per l’eliminazione delle barriere stradali e 8 per quelle nella metropolitana, per la realizzazione di ascensori nuovi e la manutenzione di quelli vecchi e delle scale mobili. «L’accessibilità dovrà essere il fiore all’occhiello di Expo 2015», conclude Bomprezzi. «Il nostro sogno è quello di candidare presto Milano al contest europeo per le città accessibili. Un obiettivo al quale, sinora, non avevamo neanche potuto aspirare».

da Italia Oggi del 29-05-2014

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