Programmazione e metodo per abbattere le barriere

Berta: “Non siamo qui a cercare colpevoli ma a chiedere alle realtà cittadine di partecipare a un percorso, che si articoli in gruppi di lavoro, per l’eliminazione delle barriere architettoniche”. Tra “buoni propositi” e critiche, il (si spera) primo passo per l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali in città.

ALESSANDRIA. Da parte delle associazioni e degli enti che hanno partecipato alla Commissione consigliare di mercoledì 28 maggio, in cui si è discusso di progettazione accessibile, rimozione delle barriere architettoniche, mobilità debole e mobilità delle persone con disabilità, c’è la volontà di lavorare per abbattere le barriere architettoniche e sensoriali.
Dalla Skarrozzata del 7 maggio e dal materiale fotografico e video prodotto in quella occasione, è emerso, infatti, uno spirito costruttivo rivolto a un obbiettivo chiaro: rendere Alessandria una città più accogliente per tutti.
Un’iniziativa, quella del 7 maggio, ritenuta da tutti lodevole e che ha consentito di fare un iniziale quadro di quelli che sono i limiti di Alessandria.
“Su tutti un dato – ha spiegato il consigliere comunale, Paolo Berta -, nel solo corso Roma, sono dodici le attività aperte al pubblico che risultano completamente accessibili, in ventidue è possibile accedere se accompagnati – con un ausilio, infatti, è possibile evitare il ribaltamento che si rischia incappando nel gradino di pochi centimetri che molte attività hanno all’ingresso – mentre quarantatre sono i negozi completamente inaccessibili – con scalini superiori ai 5 centimetri”.

Ma oltre ad aver fatto un quadro sulle criticità cittadine, in una sala consigliare gremita – tutti i posti riservati ai consiglieri comunali, erano occupati dalle associazioni che quotidianamente vivono la disabilità e dai rappresentanti delle associazioni di categoria – si è dato spazio alla positività e alla voglia di fare:

“Non siamo qui a cercare colpevoli – ha detto ancora Paolo Berta -, ma intendiamo fare una fotografia della realtà cittadina e chiedere alle associazioni di categoria, all’associazionismo per la disabilità, ai tecnici comunali, ai dirigenti, ai politici, di partecipare a un percorso, che si articoli in gruppi di lavoro, per l’eliminazione delle barriere architettoniche”.

“Siamo qui a proseguire la strada iniziata con la Skarrozzata, che non vogliamo rappresenti l’appuntamento di una volta all’anno, ma ci auguriamo che sia un’occasione per registrare i miglioramenti che su quel terreno si sono fatti – ha spiegato il sindaco Rita Rossa – Naturalmente per rendere questo più agevole dovremmo avere le risorse per intervenire la dove si sono verificate le problematicità più grandi, e sotto questo profilo sappiamo quali siano le difficoltà. Però credo che, preparando una programmazione in maniera tale che ogni volta che saremo in grado di effettuare un intervento sulla parte pubblica lo si faccia coscientemente, orientata a un lavoro tecnico che tenga conto delle oppoturnità di tutti i cittadini, potremo consentire loro di vivere la città in modo pieno. Intendiamo, dunque, stabilire un metodo di intervento tale per cui le azioni che verranno messe in campo, oltre a rispettare le norme di legge, seguiranno anche quella pratica che consente, anche con i problemi esistenti, di facilitare le persone con disabilità”.

“La parola chiave verso la disabilità è l’inclusione – ha detto la Disability Manager Paola Testa – Includere vuol dire non dover aggiungere dopo correzioni o correttivi per poter far partecipare alla vita normale le persone. Significa già quando si progetta, quando si parla, quando si comunica, pensare universale. Questo il gradino alla base di questa lunga scala che spero potremo fare davvero tutti insieme”.

Voci positive sono giunte, oltre che dalle associazioni che da anni operano nel contesto della disabilità anche degli ordini e dalle associazioni di categoria, tutti “pronti a lavorare”.

Messe da parte, dunque, le polemiche di chi aveva storto il naso davanti alla prova di disabilità degli amministratori, dei dirigenti e dei tecnici nel corso della Skarrozzata, anche se non è mancato lo spirito critico.
Da più fronti, infatti, è arrivata, oltre che la richiesta di rafforzare l’ufficio del Disability Manager in termini di risorse umane e strumentali, la domanda di maggior attenzione riguardo a semplici accorgimenti, “basterebbe accendere il cervello” ha detto Francesco Margaria, Fand (Federazione Associazioni Nazionali Disabili).
Le parole più accese sono state quelle di Savino Di Donna, presidente Aias (Associazione Italiana Assistenza Spastici), che è tornato ad esprimere dubbi rispetto alle tempistiche con cui si ragiona di abbattimento delle barriere, ai fondi che a questo tema vengono dedicati, alla comprensione che a questo argomento viene dedicata dagli enti che operano sul territorio.

Ma, sulle criticità, le polemiche, le “frecciative” ha vinto (si spera) la volontà di unire le energie per fare.
“La finalità delle iniziative messe in campo – ci ha tenuto a precisare a conclusione dell’incontro il sindaco Rita Rossa – non è stata quello di fare un processo pubblico: non serve individuare un nemico ma, piuttosto, trovare soluzioni che disegnino la convivenza di tutti e la possibilità di vivere la città. Possiamo darci, oltre a un metodo, un impegno a considerare questo un tavolo di collaborazine e di osservazione permanente.
L’ufficio Disability si arricchirà di funzioni e declinazioni di lavoro affinchè si possa creare una rete che, stemperando le contrapposizioni, trovi una sintesi; laddove la sintesi diventa risposta ai problemi. Poter percorre, ad esempio, via San Lorenzo senza aver l’ostacolo delle macchine parcheggiate, è l’esatto opposto di quello che qualcuno ci chiede, ovvero di poter parcheggiare in via San Lorenzo, ma sono certa che poter discutere di determinati temi in occasioni come questa potrà sintetizzarsi in soluzioni che non sono ideologiche, o di contrapposizioni, ma di convenza tra tutti”.

La Commissione consigliare, presieduta da Filippo Zaio, che si è tenuta mercoledì 28 maggio è, quindi, da considerarsi come il primo step. Seguiranno, sempre relativamente alla disabilità e all’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, altre tre commissioni dedicate a: lavori pubblici, esercizi commerciali e viabilità.

da Alessandria News del 30-05-2014

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