“Che felicita’: record del mondo in quella che non e’ la mia gara”

BERGAMO. È considerata il Bolt delle Paralimpiadi, anche se lei, pur apprezzando il campione giamaicano, non ama i paragoni e gli appellativi. «Io sono Martina Caironi e basta», dice con un pizzico d’orgoglio. Ormai le imprese sportive dell’atleta bergamasca, 25 anni, non si contano più: campionessa paralimpica a Londra nel 2012 sui 100 metri piani, medaglia d’oro nel salto in lungo l’anno seguente al Campionato del mondo di atletica della Ipc di Lione. Senza contare i campionati italiani vinti, l’ultimo oro nei giorni scorsi agli Italian Open Championships di Grosseto, meeting internazionale di atletica paralimpica e sesta tappa del circuito Ipc Athletics Gran Prix, valido come Campionati paralimpici assoluti. In quest’occasione la sprinter bergamasca delle Fiamme Gialle ha stabilito sui 200 metri T42 il nuovo record del mondo, con il tempo di 34″64. «Sono felicissima, ho superato me stessa sottolinea Martina . Non ci sono riuscita per pochi centesimi sui 100 metri, la mia gara, ma ho centrato il risultato sui 200».

È determinata, Martina Caironi, non si è abbattuta nemmeno dopo l’incidente stradale che nel novembre del 2007 le ha portato via metà della gamba sinistra, dal ginocchio in giù. «Prima di fare sport sono passati diversi anni in cui ho rielaborato quello che mi era successo racconta . All’inizio le difficoltà erano legate ad aspetti più pratici e quotidiani, come, per esempio, il fatto di abituarsi a indossare una protesi. Alcune cose non riuscivo più a farle come prima e ci rimanevo male. A spingermi ad andare avanti è stato il prendere coscienza che da quella situazione non si poteva tornare indietro. Ho ricominciato a parlare con me stessa, ad accettarmi. E da lì sono arrivate tutte le cose belle. «Mi ha aiutato molto raccontare la mia esperienza nelle scuole, far capire ai ragazzi che non ti devi vergognare di nulla. Le difficoltà ci sono e ci saranno sempre. È necessario per prima cosa pensare di affrontarle per poi uscirne più forti, per essere davvero padroni della proprio vita. A prescindere dal fatto che si riescano a superare oppure no. Ma se uno non ci prova non lo saprà mai». Fondamentale per il successo di Martina Caironi è stata anche la famiglia, che non le ha mai fatto mancare il suo appoggio: «I miei familiari sono i miei primi tifosi, mi spronano a fare sempre meglio, a non accontentarmi mai». Prossimi obiettivi? «Dal punto di vista dei traguardi personali, vorrei laurearmi al più presto. Studio Mediazione Linguistica alla Statale di Milano, ma a causa del mio impegno nello sport purtroppo sono fuori corso. Dal punto di vista sportivo, invece, ad agosto punto agli Europei, che si svolgeranno in Galles, dove gareggerò nei 100 e 200 metri e nel salto in lungo. Ma il vero obiettivo sono le Paralimpiadi del 2016 in Brasile».

di Michele Andreucc

da Il Giorno del 06-06-2014

 

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