Ristorazione e turismo accessibile, work experience per i disabili siciliani

PALERMO. Per 12 disabili fisici e psichici di Palermo sta per iniziare la work experience del progetto “Abil-mente”. Dopo la formazione, ora è il momento di individuare 12 aziende dove i partecipanti potranno lavorare nei settori della ristorazione e del turismo sociale accessibile. Alla fine del progetto ci sarà la possibilità di creare delle cooperative miste. L’ente capofila è l’Associazione siciliana medullolesi spinali costituitasi in associazione temporanea di scopo (Ats) insieme con l’associazione culturale E20, l’associazione culturale Ethos, l’Endas Sicilia, STS Service to the Show S.r.l.
Il progetto è stato finanziato dall’assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, nell’ambito del Programma Operativo Convergenza 2007/2013. I partecipanti al progetto sono 12 disabili fisici e psichici, di cui il 50% donne, maggiorenni, residenti in Sicilia, disoccupati o inoccupati e, in possesso di diploma di scuola media inferiore.

Per i 12 allievi, si è conclusa la prima fase con la realizzazione di un percorso formativo di base, della durata di 400 ore, di cui 280 in aula e 120 di stage; in una seconda fase c’è l’avvio di due percorsi professionalizzanti della durata di 600 ore ciascuno, di cui 420 d’aula e 180 di stage. Al termine dei due percorsi professionalizzanti saranno rilasciate le qualifiche di “addetto ai servizi per la ristorazione” e di “addetto al turismo sociale ed accessibile”. Alla fine del percorso formativo, gli allievi parteciperanno ad una ulteriore fase progettuale denominata “work experience”: una misura di accompagnamento al lavoro della durata di 8 mesi. L’obiettivo è quello di creare un collegamento tra formazione e azienda fornendo al corsista un contatto diretto con la realtà lavorativa. Nella fase finale del progetto, della durata di due mesi, i partecipanti affronteranno un percorso di creazione di impresa volto alla costituzione di due cooperative sociali.

“La mia esperienza finora è stata molto interessante – racconta Davide Cannata di 32 anni, uno dei partecipanti che ha la spina bifida – anche se certo non mancano le difficoltà legate soprattutto ancora a chi ci guarda con occhi diversi. Credo nel progetto e in questi mesi ho migliorato molto l’utilizzo del pc. Anche se ho studiato per fare il grafico pubblicitario, penso che con questo progetto mi si potrà dare una buona opportunità lavorativa. Mi auguro che tutto vada per il meglio perché siamo ancora davanti ad una società dove, purtroppo, non siamo tutti uguali”.

“Le difficoltà sono ancora molteplici per chi è disabile sia per la mancanza di scivoli, bagni, locali e uffici adeguati ma anche per le reali opportunità di lavoro che sono quasi inesistenti – aggiunge Mercede Peres, la madre di Davide -. Parlo a nome di tutti i ragazzi che partecipano al progetto sperando che da esso possa finalmente uscire qualcosa di buono. Il futuro dei nostri figli deve essere costruito ora che noi siamo in vita perché dopo diventa troppo tardi. Io sono vedova da 14 mesi è per mio figlio sono il principale sostegno, mi auguro che non rimanga deluso e si possa sviluppare qualcosa”.

“Speriamo di sfruttare al meglio due grosse possibilità – sottolinea Giuseppe Valerio Palermo presidente dell’Associazione Siciliana Medullolesi Spinali – una è data dalla terra che ci accoglie che ha già diverse risorse turistiche da valorizzare e l’altra è quella di impegnare i giovani anche nella ristorazione che è un’altra ricchezza che va ulteriormente incentivata. I ragazzi potranno svolgere delle mansioni socio-lavorative importanti per tutta l’isola. I giovani, impegnati nelle aziende non solo lavoreranno, ma sperimenteranno proprio sul campo l’accoglienza, in chiave turistica e ristorativa, nei confronti delle altre persone con disabilità”. “Certamente i nodi da sciogliere sono tanti – continua -. E’ da anni che ci sono le leggi sia sull’inserimento lavorativo che sulla fruibilità dei siti artistici e culturali ma sta, adesso, a tutte le forze sociali attivarsi per raggiungere nel miglior modo possibile gli obiettivi del progetto”.

“Il percorso è caratterizzato da diverse fasi – afferma Mario Lo Iacono, progettista di Abil-mente e membro dell’associazione E-20 – finalizzate all’inserimento lavorativo in aziende ma anche alla creazione di cooperative sociali miste. I ragazzi dopo essersi formati si specializzeranno all’interno delle aziende. La fase della work-esperience riteniamo che sia molto importante e oggi vogliamo creare un collante con il mondo delle imprese che dovrà accogliere questi ragazzi tra dicembre e gennaio. Stiamo sensibilizzando le imprese, che ci auguriamo che siano 12 per ogni soggetto interessato, e altri attori importanti del tessuto imprenditoriale. Allargando la prospettiva, ringraziamo la regione che finanzia questi progetti utilizzando i fondi europei a disposizione, anche se non vogliamo restare ancorati alla vecchia logica che il progetto si esaurisca nel suo arco di vita quando invece serve a gettare le basi per il futuro”. (set)
da Redattore Sociale del 05-06-2014

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