Guardiamo avanti

VERONA. Per il titolo rubo la battuta al sindaco di Cuneo, Federico Borgna, non vedente, il cui comitato elettorale scelse come slogan della campagna, vincente, nel 2012, la frase “Cuneo guarda avanti”. Gli hanno dato retta, e i cittadini lo hanno scelto fregandosene altamente del suo handicap. E’ solo uno dei tanti incontri felici che ho fatto ieri a Verona, chiamato dalla presidente dell’Unione Ciechi scaligera, Roberta Mancini, all’arduo compito di intervistare, io, giornalista a rotelle, una schiera di persone non vedenti di straordinaria normalità. Ma la missione impossibile, che dovevo cercare di realizzare, era la prima intervista mondiale a un cane guida. Ebbene, cari amici InVisibili, ci sono riuscito, come testimonia la foto di questo post, scattata da Gianluca Balocco nella sala della Gran Guardia, in piazza Bra. Certo, il trucco c’era, e consisteva nell’intermediazione di una voce umana, quella dell’interprete della lingua canina, Superjack, l’uomo mascherato con tanto di coda, che si è prestato a rispondere ironicamente alle mie incalzanti domande. La prima: “Ma tu, Balaka Olimpia (è questo il nome dello splendido golden retriever che potete ammirare sdraiato sotto il palco) ti senti un portatore di handicap?”. Secca la risposta: “Certo, se non ci fossi io chi lo porta in giro tutto il giorno…”. Ecco, questo è il resoconto leggero di una giornata speciale, al termine della quale facevo davvero fatica a distinguere vedenti da non vedenti, sordi da udenti, normali da diversi. Un successone.

Perché l’idea era eccellente, e quando le associazioni si dedicano a spargere cultura della condivisione e dell’inclusione il risultato è questo: un incontro di tre ore, senza alcuna pausa, senza guerre tra sigle, in amicizia fraterna, nella consapevolezza che solo uniti riusciamo a cambiare il mondo, o almeno possiamo provarci. Non un convegno tradizionale, dunque, ma un continuo avvicendarsi di testimonianze in carne ed ossa, dal punto di vista di chi non vede, cucite dalle domande non preparate prima che rivolgevo io, con la curiosità classica di un giornalista che non cerca sensazionalismi ma vuole semplicemente capire e ascoltare, senza pregiudizi, senza stigma a priori.

E così ho conversato con Mario Barbuto, il nuovo presidente nazionale dell’Unione Ciechi, che conosco da molti anni per l’impegno serio e rigoroso a diffondere la cultura e la lettura per tutti. E ora alle prese con una fortissima esigenza di cambiamento e di rinnovamento all’interno della storica associazione dei non vedenti. E dopo di lui questo altissimo sindaco piemontese, quasi due metri, Federico Borgna, che ammette di aver accettato la candidatura nella assoluta certezza che mai e poi mai i cuneesi avrebbero scelto un sindaco cieco. E invece. Così adesso gli tocca portare a termine un programma concreto e ambizioso, alla guida di una lista civica nata dai cocci delle liti nel centro sinistra locale. E i risultati – assicura – cominciano a vedersi anche tenendo conto delle difficoltà burocratiche e amministrative che scoraggerebbero chiunque.

Dopo di lui una campionessa di nuoto, tenace e fortissima, Cristina Albicini, che deve andare a Brescia ad allenarsi perché nel veronese non c’è una società in grado di farla competere ad alto livello. E ti racconta delle difficoltà con gli istruttori, che si spiegano a gesti, e parlano di distanze alle quali cominciare a virare, e tutto questo con lei, che non ci vede, non serve praticamente a nulla. Il suo segreto? 3 chilometri e mezzo al giorno percorsi in vasca. Magra come un chiodo e tutta muscoli, ha 45 anni e ne dimostra poco più di 30. Si alza Cristina e arriva lo scrittore Mauro Marcantoni, autore di “Vivere al buio” (Erickson editore). Mi spiega come si fa a vivere con i quattro sensi. Facile a dirsi. Poi si dirige nello spazio della musica e si accompagna con la chitarra, cantando una sua canzone: “Potrei dirtelo”, voce alla Luigi Tenco, notevole. Già, la musica: un collante ideale, per tutto il pomeriggio, con le canzoni scelte dagli intervistati ed eseguite splendidamente da Giovangy e da una ispirata Silvia Zaru (quattro diplomi di conservatorio, timbro caldissimo di voce da swing). Una maratona di voci, di ironia, di pensieri liberi che continua con Giovanni Bosio, imprenditore e attore con Silvio Soldini nel film “Per altri occhi”, dove ha potuto raccontare la passione per la vela, autentica molla per ricominciare a vivere e a lottare: trentadue anni da vedente, altrettanti senza la vista. Il prima e il dopo, e oggi la convinzione che la vita è bellissima. Ci pensa Elena Brescacin a tuffarci nel presente del web, dei social network, dei rischi e delle grandi opportunità del digitale, con tutta la durezza delle sue esperienze di chat e di navigazione, una voce dolcissima per raccontare pezzi di vita che l’hanno formata e temprata alle intemperie.

Alla fine sono esausto, ma soddisfatto: ho condotto tre ore di interviste senza annoiarmi mai. Ancora una volta mi sono divertito a frugare nell’animo umano di persone che viste da vicino sono assolutamente normali, ma non nel senso della normalità che tutti si aspettano. Né eroi né vittime, solo persone che hanno attraversato la vita al buio. Ma non hanno smarrito la luce. Grazie a tutti loro. E a quel meraviglioso cane che reclamava solo carezze e attenzione. Perché in fondo è solamente uno splendido cane.

di Franco Bomprezzi

da Corriere della Sera – Invisibili del 09-06-2014

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...