Se il museo avesse un biglietto annuale?

Lettera aperta di Livia Cornaggia del Museo Tattile a Philippe Daverio

Gentile Professor Daverio,
ieri sera ero una delle oltre 600 persone che si trovavano al teatro Fraschini di Pavia per ascoltare la sua conferenza. Al di là di condividere sostanzialmente tutte le riflessioni che lei ha fatto nel corso della serata e di ritenere che sia stata una straordinaria opportunità per tutti noi presenti per imparare da lei come si dovrebbe parlare e ‘pensare’ in materia di arte, di urbanistica, di gestione museale, ecc. credo che l’elemento sul quale riflettere sia lo spunto che lei ha dato in merito a come si dovrebbe permettere ai visitatori di accedere ad un museo.
Suggerendo l’idea che nei musei si debba cambiare il concetto di “biglietto singolo” trasformandolo in un “abbonamento annuale” che permetta al visitatore di tornare tutte le volte che vuole, non solo si aprirebbe la strada ad una fruizione più approfondita e ‘sensata’ delle opere che sono contenute nei musei italiani, ma soprattutto si creerebbero le condizioni perché i musei venissero vissuti come degli spazi ‘amichevoli’, da frequentare come si trattasse di una casa di amici, tali da dar vita a delle conversazioni del tipo: “Senti, ti va oggi pomeriggio di venire a fare un salto con me al Poldi Pezzoli? Ho voglia di andare a trovare il ritratto di giovane dama del Pollaiolo…”. Parlo per esperienza quasi diretta. Tre anni e mezzo fa, insieme ad altri due soci, ho creato il Museo Tattile Varese, un esempio per adesso unico di conservazione di modelli tattili in legno a prevalente soggetto artistico ed architettonico. Quando abbiamo avuto questa idea, tutti ci hanno detto che pensare di realizzare un progetto così a Varese era da perfetti visionari. Visionari lo saremo anche stati, ma il Museo Tattile Varese (grazie anche ad una amministrazione comunale che ha talmente creduto nella nostra ‘visionarietà’ da metterci a disposizione una sede straordinaria) )esiste da 3 anni, viene visitato da più o meno 3000 persone all’anno e ha ospitato altrettanti bambini che hanno partecipato ai laboratori museali. E nel nostro museo – e qui torniamo al punto – le persone ritornano. E ritornano più volte, magari da sole, magari in compagnia, magari per vedere qualcosa che sembra loro di non avere visto bene….e quando qualcuno ritorna non viene penalizzato con un nuovo biglietto, in genere lo ringraziamo, semmai.

Insomma, da questo spunto che lei ieri sera ci ha dato, faccio io a lei una proposta: perché non pensa di creare una ‘rete’ di musei che siano disposti ad avere ‘visitatori annuali’ e non visitatori usa-e-getta? Probabilmente all’inizio aderirebbero a questa “rete museale” solo i musei piccolini, oppure quelli un po’ ‘strani’ come il nostro, ma poi sono convinta che arriverebbero anche i ‘grandi’, cioè anche quei musei che per eccesso di storia e di bellezza si portano appresso anche un po’ di spocchia.
da Varese News del 26-06-2014

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