Barriere comunicative, anno zero. ENS: “Per i sordi poca assistenza”

SIRACUSA. È l’abbattimento delle barriere comunicative una delle principali battaglie che vede in prima linea una realtà storica del Siracusano: la sezione provinciale dell’Ens, Ente nazionale sordi. Si tratta di un’associazione che opera sul territorio dal lontano 1950 e oggi conta 280 iscritti (in provincia i sordi sono circa 350 secondo i dati forniti dall’associazione) ai quali fornisce diversi tipi di servizi.
L’Ens si occupa infatti della protezione e dell’assistenza dei sordi, aiutandoli a partecipare attivamente alla vita sociale e lavorativa e promuovendo la loro crescita, autonomia e piena realizzazione umana.
Perché se tanto nel corso degli anni è stato fatto, tanto c’è ancora da fare. Ne è certo il presidente della sezione provinciale dell’Ens, Salvatore Risuglia che, coadiuvato dall’interprete in lingua dei segni italiana, Rossella Bongiovanni, spiega: «In Ortigia, per esempio, un residente o un turista sordo non possono contare su uno sportello per ricevere informazioni in lingua dei segni. E noi da tempo ci battiamo per ottenere il servizio di interpretariato negli uffici pubblici, in ospedale. Perché è importante essere in grado di farsi capire subito soprattutto quando la salute è a rischio. E allora risulta davvero indispensabile la presenza di un interprete di lingua dei segni per esempio al pronto soccorso in modo che il paziente sordo possa spiegare bene i propri sintomi e ricevere una diagnosi e una terapia tempestive ed efficaci».
E proprio per migliorare la qualità della vita dei sordi, tante sono le iniziative e i progetti avviati dalla sezione provinciale dell’Ens. Qualche giorno fa, ad esempio, si è concluso il progetto “Su le mani” che ha creato un’esperienza di integrazione e inclusione totale tra bambini udenti e sordi in una prima classe della scuola primaria dell’VIII istituto comprensivo “Elio Vittorini”. Il progetto ha infatti previsto un corso di sensibilizzazione sulla Lis, lingua dei segni italiana e così i bambini, con il supporto di qualificati docenti e con modalità adatte alla loro età, hanno potuto imparare a “parlare” la Lis e anche a cantare attraverso i segni prodotti dalle loro mani. E adesso l’augurio del presidente della sezione provinciale dell’Ens è che taleevento possa continuare ed estendersi anche ad altre scuole negli anni successivi.
Tra le iniziative dell’associazione c’è anche il progetto educativo domiciliare, sorta di doposcuola per studenti sordi e la formazione per l’acquisizione della qualifica di assistente alla comunicazione scolastica sia per alunni oralisti che prevedono la ripetizione labiale sia per quelli segnanti, con i quali usare invece la lingua dei segni.

di Paola Altomonte

da La Sicilia del 30-06-2014

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