Turchia a portata di mano: tour dalla Cappadocia ad Avanos

Tour sensoriale non solo per ipovedenti.

Invia il tuo Diario di Viaggio! Quante volte abbiamo usato questa espressione per dire ad amici e parenti che sì, eravamo in partenza per quella destinazione oggetto da tanto tempo dei nostri sogni vacanzieri e finalmente potevamo toccare con mano le emozionanti descrizioni delle guide turistiche.

Ci sono persone per le quali quella non è solo una metafora da usare distrattamente. Persone colpite da forme di cecità totale o parziale sempre gravemente invalidanti. Persone per le quali il viaggio e le esperienze che il viaggio porta con sé sembrerebbero totalmente e tristemente preclusi.
Non è così. Nel panorama dei non pochi tour operator più attenti ai diversamente abili, c’è chi sta rivolgendosi in modo specifico proprio ad ipo-vedenti e non vedenti; con risultati straordinari. Uno di questi è Enrico Radrizzani, fondatore di “La Compagnia del Relax”, portale che «promuove il lavoro di istituzioni, agenzie locali e piccole unità economiche familiari facendo riferimento, per quanto possibile, ai criteri del turismo responsabile».
Specializzato nel Medio Oriente e in Turchia, il piccolo tour operator ha costruito in un decennio di esperienza un “viaggio sensoriale” in Cappadocia, un programma interamente dedicato a ipo-vedenti e non vedenti ma che può essere vissuto anche da normodotati. «Si tratta di un itinerario in una delle regioni più affascinanti della Turchia- spiega Radrizzani- E affermare che ci rechiamo laggiù per toccare quella regione non è affatto un modo di dire, anche se il viaggio è costruito per coinvolgere tutti i nostri sensi».

LE ESPERIENZE.
Si inizia con un’immersione nel paesaggio vulcanico dell’altopiano anatolico, toccando i diversi tipi di tufo nelle chiese rupestri, nei blocchi tagliati a mano per costruire archi e colonne e nei piccoli oggetti ancora oggi prodotti dagli artigiani. Ancora il tatto è protagonista a Avanos, dove da millenni vive la tradizionale produzione di vasi in argilla rossa. Qui i viaggiatori possono seguire tutte le fasi della lavorazione, facendo funzionare le ruote a pedali dei vasai, toccando la parte grezza di piatti e vasi, apprezzandone il disegno e poi la smaltatura in rilievo.
«I profumi entrano in scena soprattutto nel villaggio di Soganli, dove l’economia è basata su agricoltura e allevamento» spiega Radrizzani. «Pane, burro, miele, frutta e verdura fresche degli orti arrivano nel ristorante del paese prima di andare ad aiutare le donne del posto nella produzione di bamboline realizzare con ritagli di stoffa».
A proposito di tessuti, immancabile è la visita a un laboratorio di tappeti e kilim dove domina lo scricchiolio ritmico dei telai. C’è spazio anche per molte attività all’aperto, come le camminate guidate tra chiese rupestri e abitazioni troglodite in mezzo ai profumi e ai suoni della natura. Dice Radrizzani: «Una passeggiata è notturna, dormiamo sotto le stelle in un antico monastero del X secolo o nella chiesa affrescata».

LE EMOZIONI.
Da non perdere assolutamente, invece, le due esperienze più forti dell’intero viaggio: l’incontro con i dervisci e il volo in mongolfiera. Ancora Radrizzani: «Nel caravanserraglio di Sarihan, nei pressi di Avanos, ha sede una comunità di dervisci, i mistici sufi che raggiungono roteando su se stessi lo stato ideale. Li incontriamo ed eccezionalmente possiamo non solo parlare con loro ma anche toccare le balze del loro abito mentre stanno danzando vorticosamente».
L’indimenticabile volo in mongolfiera ha invece un’anteprima il giorno precedente al volo: si va a toccare il cesto dell’aerostato e a sentire il rumore e l’odore del bruciatore che lo fa volare. «All’alba – racconta Radrizzani -un caffè caldo dà il tono mentre l’aria ancora più calda inizia a gonfiare la mongolfiera. Poi è un crescendo di emozioni e sensazioni: l’ascesa, il silenzio rotto solo dall’alito di fuoco del bruciatore, la carezza del vento e i suoni degli uccelli…».

da Il Messaggero del 04-07-2014

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