City Sound, festival della musica senza info per gli spettatori disabili

MILANO. La Milano della musica, per giugno e luglio, si chiama City Sound. Una rassegna di grandi artisti che anima le serate dell’Ippodromo: Caparezza, Battiato, Placebo, giusto per fare qualche nome. Prendere parte al grande evento per una persona con disabilità è un’impresa impossibile: mancano le informazioni. Ledha offre agli organizzatori la sua disponibilità per porre rimedio fornendo tutte le informazioni necessarie a chi le richiede. Così da rendere il caso un esempio di buona prassi da seguire anche in futuro, durante Expo.

Fin dal sito internet, nessuno si preoccupa di fornire le informazioni su eventuali parcheggi riservati, né sugli spazi da cui si può assistere allo spettacolo. Ne ha avuto la riprova Franco Bomprezzi, presidente di Ledha e amante della musica. A parte la segnalazione che l’accompagnatore della persona con disabilità non paga, nulla è scritto sulla pagina: “Bisogna uscire dal binomio spettatore con disabilità uguale accesso gratuito – sottolinea Bomprezzi -. La questione è molto più complessa e riguarda le modalità con cui si regoleranno gli accessi a eventi come questo durante i sei mesi di Expo. Cosa succederà quando in città arriveranno migliaia di turisti stranieri con disabilità?”.

Per trovare qualcosa, Bomprezzi si è dovuto spostare su un altro sito collegato, liveclub.it, alla sezione “Policy disabili”. E qui la sorpresa: allo spettatore disabile si chiede di fornire almeno dieci giorni prima del concerto – tutta una serie di documenti tra cui la carta d’identità, la fotocopia del biglietto già acquistato e “la documentazione medica della persona diversamente abile”. “I dieci giorni di anticipo nella richiesta di prenotazione sono fuori da ogni logica. Basterebbe dire: accesso disponibile fino a esaurimento dei posti, ammesso di sapere prima quanti sono”, commenta. E anche la richiesta della documentazione medica è sproporzionata (oltre che lesiva della privacy): “Basterebbe la semplice copia della certificazione di invalidità, omesse ovviamente le cause mediche”, sottolinea Bomprezzi. Il caso City sound irrompe nelle cronache dopo un caso analogo ai Magazzini generali, dove una spettatrice disabile aveva avuto gli stessi problemi. (lb)

da Redattore Sociale del 11-07-2014

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