Ecco i militari paralimpici: l’Italia agli Invictus Games

Negli Stati Uniti accade da tempo: i militari che in missione rimangono con disabilità hanno un programma sportivo che permette loro di capire, attraverso lo sport, lo sviluppo delle abilità, oltre a tenere in attività il proprio fisico e, ultimo ma non ultimo, divertirli. E’ diventato realtà anche in Italia. “Un evento storico e inimmaginabile sino a pochi anni fa”: così Luca Pancalli, Presidente del Comitato Paralimpico, ha definito il Protocollo d’Intesa fra Cip e Ministero della Difesa, firmato con il Sottosegretario Gioacchino Alfano, per favorire l’avviamento sportivo dei reduci dalle missioni di pace all’estero di Aeronautica, Esercito, Marina e Carabinieri, con la condivisione di strutture, tecnici e formazione. Su InVisibili ci sono alcune delle loro storie (quella di Monica Contrafatto o di Alessandro Albamonte o di Luca Barisonzi). Chiara Masini ci racconta il primo raduno dei militari paralimpici con l’obiettivo degli Invictus Games inglesi.

di Chiara Masini

Gli inglesi nello sport ci credono davvero, il Prince Harry ne è l’ultima dimostrazione. Sarà perché sta facendo la carriera militare, sarà perché ha servito in Afganistan, fatto sta che insieme al Duca e alla Duchessa di Cambridge, Harry ha portato nel Regno Unito gli Invictus Games dopo aver assistito ai Warrior Games in occasione del suo viaggio negli USA. Sono stati presentati presso l’ambasciata britannica a Roma gli atleti italiani che parteciperanno il prossimo settembre a Londra a questa competizione, ovvero ai Giochi internazionali per militari colpiti da disabilità post-traumatiche in servizio. Insieme ai reali inglesi che hanno creato la Royal Foundation, l’organizzazione è gestita dal Ministero della Difesa britannico, con il supporto degli sponsor Jaguar e Land Rover.
Carlo Calcagni, Alessandro Albamonte, Gianfranco Paglia, Roberto Punzo, Pasquale Barriera, Fabio Tomasulo, Massimo Vitella Potito, Bonaventura Bove, Nicola Cappetta, Giovanni Dati, Carmine Pedata, Moreno Marchetti, Monica Contrafatto, Pellegrina Caputo, Domenico Russo, Andrea Tomasello e Loreto Di Loreto: sono loro gli atleti italiani presentati dal Capo Ufficio Sport dello Stato Maggiore della Difesa Colonnello Max Andrè Barbacini hanno incontrato l’ambasciatore inglese a Roma Prentice e voleranno a in Gran Bretagna per gareggiare in nove discipline paralimpiche.

“Abbiamo incontrato anche il Principe Harry a maggio durante il suo viaggio a Roma – racconta il Tenente Colonnello Marco Iannuzzi, Capo sezione Promozione e Sviluppo delle Attività Sportive del Personale Disabile della Difesa, già campione nazionale di nuoto e vera anima della partecipazione italiana agli Invictus, – è stato davvero molto disponibile, ha tagliato tutta la burocrazia e siamo rimasti molto colpiti perché ha dedicato alcuni minuti a ciascuno degli atleti per sapere come stava andando l’allenamento e che problematiche incontravano”.

Il principe Harry, che ad aprile insieme al sindaco di Londra Boris Johnson ha incontrato alcuni partecipanti ai Giochi Invictus ha ribadito “posso testimoniare quanto sia positivo, nei difficili percorsi di guarigione da affrontare nei momenti di disagio e malattia, l’impatto dello sport sulla vita di chi ha sofferto mutilazioni, lesioni o infermità. Gli Invictus Games si concentreranno sugli obiettivi che ognuno di questi uomini e donne può raggiungere e celebreranno il loro spirito combattivo, durante una competizione sportiva globale che sarà anche un riconoscimento del loro sacrificio.”

Il tenente colonnello Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valore militare, adesso anche consigliere del Ministro della Difesa, ha sottolineato l’importanza dello sport, “ma la vera vittoria per noi è che dopo aver subito una menomazione siamo subito tornati in servizio, lo sport ti permette di rappresentare il Paese in maniera diversa, ma sempre da militari che continuano a servire il Paese.” Il tenente Paglia gareggerà a Londra nel rugby in squadra, nel sollevamento pesi, nel canottaggio e nel nuoto.

Nel salutare la delegazione italiana, l’Ambasciatore Prentice ha dichiarato di essere “particolarmente lieto di incontrare gli atleti che difenderanno il tricolore italiano ai prossimi Invictus Games di Londra. Sono convinto che sapranno far dimenticare i risultati deludenti ottenuti dai colleghi calciatori ai recenti Mondiali in Brasile.”

Il nome della competizione “Invictus” prende ispirazione dall’omonima poesia di William Ernest Henley che recita “I thank whatever gods may be, For my unconquerable soul. In the fell clutch of circumstance, I have not winced nor cried aloud. Under the bludgeonings of chance, My head is bloody, but unbowed”.

L’appuntamento è dunque a Londra, dal 10 al 14 settembre per vedere oltre 400 atleti da 14 nazioni, sfidarsi in gare di atletica, tiro con l’arco, basket in carrozzina, ciclismo, sollevamento pesi, canottaggio indoor, rugby in carrozzina, nuoto, sitting volley e una sfida automobilistica. (c.arr.)

da Corriere della Sera – Invisibili del 21-07-2014

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