Truccarsi senza vedere, così le donne cieche imparano l’arte del make up

TORINO. D’accordo, un viso acqua e sapone avrà sempre il suo fascino; ma per una donna un trucco ben fatto resta comunque una formidabile arma di seduzione. Lo sanno bene anche all’Unione italiana ciechi di Torino, dove dal prossimo mercoledì (1 ottobre) partirà un corso di make up specificamente rivolto alle donne non vedenti. A volerlo è stata Nunziata Panzarea, responsabile del comitato per Pari opportunità interno all’ente; che, pur essendo cieca dalla nascita, riesce a truccarsi senza problemi da ormai quarant’anni.

“ Spesso, purtroppo, – spiega Panzarea – le persone non vedenti tendono a trascurare il proprio aspetto esteriore, non comprendendo quanto il modo in cui ci presentiamo agli altri sia importante per la vita di relazione, per il lavoro e per il rispetto di sé. Io stessa, fino all’età di 20 anni, non ero capace di truccarmi; fu una mia collega di lavoro a insegnarmelo. Durante una pausa, molto semplicemente, mi mostrò come si faceva, continuando ad aiutarmi per qualche tempo. Dopo qualche settimana appena ho iniziato a farlo da sola: un giorno mi presentai dall’estetista e le chiesi di potermi truccare di fronte a lei, così che potesse correggere eventuali errori. In realtà trovò impeccabile il mio lavoro”.

Promosso in collaborazione con l’Istituto Ricerca, Formazione e Riabilitazione nell’ambito del progetto “Insieme per un sorriso”, il corso si articolerà in otto incontri della durata di un’ora e mezzo ciascuno. A tenerlo sarà Vesselina Soldatova, professionista nel campo della cosmesi e della cura della pelle: la stessa estetista che, qualche decennio fa, assistette Nunziata Panarea durante quella prima prova di trucco. “Inizialmente – spiega Panarea – le partecipanti si occuperanno di contrasti e relazioni tra le parti del volto, teoria dei colori con prove di abbinamento, proporzioni classiche del viso e regole leonardiane. Poi, naturalmente, passeranno alla parte pratica, con esercizi di applicazione del fondo, trucco degli occhi e della bocca, esperimenti di make up per le varie ricorrenze e le diverse età”.

Non è la prima volta che l’Uici si occupa di valorizzazione dell’aspetto esteriore delle donne: “qualche anno fa – continua Panzarea – avevamo già organizzato una serie di incontri incentrati sulla cura della pelle. Ora cerchiamo di fare un passo ulteriore. In molti ritengono che truccarsi, per una persona cieca, sia impossibile. Io sono in grado di dimostrare il contrario. Certo, non è semplicissimo e ci vuole del tempo, ma si può fare; basta seguire alcune regole basilari, per rendersi le cose più semplici. Personalmente, ad esempio, non compro mai trousse di trucco che abbiano troppi colori. Compro i colori singolarmente, contrassegnandoli con delle etichette in braille. Col tempo ho imparato perfino a sfumare il trucco. Chi crede che tutto questo sia un semplice vezzo si sbaglia; perché anche attraverso i piccoli gesti quotidiani si realizza una piena integrazione. Scardinando, magari, qualche bel pregiudizio”.
(ams)

da Redattore Sociale del 30-09-2014

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