Nazionale Italiana Amputati Calcio: a Formigine stage di allenamento in attesa dei Mondiali

FORMIGINE. Uno stage di allenamento in vista del mondiale di calcio che si terrà in Messico: sarà il territorio formiginese ed in particolare la sede operativa di due associazioni sportive ad ospitare questo week end la Nazionale Italiana Calcio Amputati, diretta dal Centro Sportivo Italiano. L’iniziativa, organizzata dal Csi Modena con il patrocinio del Comune di Formigine, è stata presentata questa mattina in Comune a Formigine alla presenza del sindaco Maria Costi, dell’assessore allo Sport Simona Sarracino, del capitano della Nazionale Italiana Calcio Amputati Francesco Messori e del primo allenatore Renzo Vergnani.
I 13 atleti della Nazionale, provenienti da nove regioni italiane, si alleneranno sabato 11 ottobre dalle 16.30 alle 19 presso il campo S. Francesco in erba sintetica di Formigine, ospiti della società sportiva Pgs Smile. Nel pomeriggio di sabato è inoltre prevista la presenza della pluricampionessa Cecilia Camellini, atleta femminile dell’anno premiata ai Paralympic awards, mentre nel corso dell’allenamento i tre portieri della Nazionale saranno allenati dal preparatore atletico dei portieri del settore giovanile del Parma Fc Mathias Altamirano. La due giorni di allenamento prosegue e si conclude domenica 12 ottobre, dalle 9.30 alle 12 con un secondo allenamento della squadra presso il campo sintetico Corlo Arena, ospiti della società sportiva As Corlo. “Un’occasione da non perdere per vedere in allenamento e in azione questi atleti che vivono di un impegno forte, di coraggio, di passione, rappresentando inoltre un esempio e un modello per chi ha avuto in questi anni il piacere di incontrarli sui terreni di gioco e di conoscerli come persone”, afferma il Sindaco Maria Costi.

Un’opportunità anche per il c.t. Vergnani di provare le ultime mosse in vista del mondiale messicano, a cui le stampelle azzurre prenderanno parte per la prima volta nella loro storia. La Nazionale Italiana Amputati Calcio volerà a Città del Messico dal 28 novembre all’8 dicembre 2014 nell’ambito del Mondiale di Calcio: un grande esordio per questa incredibile squadra che senza dubbio si è già fatta conoscere nel panorama delle squadre nazionali europee e mondiali di calcio amputati. Un sogno che si è finalmente realizzato per il giovanissimo capitano della Nazionale Francesco Messori; nato senza una gamba e da sempre grande amante del calcio, Francesco non si è mai arreso alla sua condizione e grazie alla passione che gli ha trasmesso la madre ha trovato proprio nel calcio un motivo di riscatto. Attraverso la rete cercava compagni per mettere insieme una squadra: il suo progetto è stato fatto proprio dal Csi, che ha messo in moto la sua organizzazione per creare una nazionale di amputati, come già esiste in altri Paesi. A Francesco non era infatti permesso disputare partite a livello agonistico perché il regolamento non permetteva l’uso delle stampelle: “voglio giocare a calcio da tesserato, non solo in amichevole, con la squadra con cui mi alleno, ma anche formare una Nazionale di Calcio Amputati – spiega Francesco – con ragazzi che hanno il mio stesso problema, per misurarmi alla pari con altre nazionali amputati che esistono all’estero”.

Nel 2011 il presidente nazionale del Csi Massimo Achini invita Francesco al meeting nazionale del Csi ad Assisi e cambia il regolamento per consentire a lui e ad altri come lui di realizzare i propri sogni. Francesco viene tesserato Csi e nel 2012 disputa il suo primo torneo a Bonemerse (Cr) organizzato da Anna Maria Manara, responsabile nazionale sport disabili del Centro sportivo italiano, dove Francesco è l’unico atleta con disabilità a giocare insieme ai normodotati.

Passo dopo passo il Centro sportivo italiano è riuscito a realizzare entrambi i desideri di Francesco dando il via alla nuova Nazionale che ha esordito ad Assisi l’8 dicembre 2012. Da allora per la Nazionale Calcio Amputati è sempre stato un crescendo di emozioni ed avvenimenti fino a quando, il 27 aprile 2013, ad Annecy ci fu l’esordio ufficiale contro la Francia. Oggi la Nazionale Calcio Amputati può competere alla pari con tutte le altre squadre europee e recentemente è stata inserita nella WAFF (World Amputee Football Federation), e ha disputato tre amichevoli: due con la Francia e una con la Germania. Dal 12 al 15 settembre 2013 la Nazionale ha partecipato ad uno dei più importanti tornei internazionali (Amp futbol cup) a Varsavia, un torneo a 6 squadre (Turchia, Inghilterra, Polonia, Ucraina, Belgio, Italia), aggiudicandosi un quinto posto.

Il team italiano è un condensato di storie coraggiose. Con Francesco, il “capitano”, ci sono anche altri ragazzi e adulti, che per un incidente o problemi congeniti sono privi di un arto inferiore. Il “veterano”, Luca, 44 anni, prima del tragico incidente che gli ha portato via una gamba, era un calciatore. Grazie a Facebook ha incontrato Francesco e ha subito creduto nel suo sogno, ritrovando anche se stesso. All’interno della squadra, anche un giovane moldavo che faceva parte della nazionale amputati del suo paese, ed ora veste da immigrato con orgoglio la maglia azzurra. Tredici storie coraggiose di persone che condividono la loro passione per il calcio, che testimoniano il grande impegno del Csi a favore dei disabili, 13 campioni di vita che quando non sono insieme trovano accoglienza e ospitalità nelle società sportive del Centro sportivo italiano delle città dove abitano.

Ecco la formazione della Nazionale e la relativa provincia di origine di ciascuno dei 13 atleti che insieme si fanno “ambasciatori dei valori dello sport per tutti”, per il loro esempio di amore verso la vita e lo sport oltre ogni abilità o disabilità: Alessandro Genta, Bra (Alba); Stefano Starvaggi, Busto Arsizio (Varese); Emanuele Padoan, Castegnero (Vicenza); Francesco Messori, Correggio (Reggio Emilia); Lorenzo Marcantognini, Fano (Pesaro-Urbino); Riccardo Tondi, (Pesaro); Daniel Priami (Livorno); Paolo Capasso (Lucca); Arturo Mariani, Guidonia (Roma); Emanuele Leone Lenola (Latina); Luca Zavatti, (Latina); Gianni Sasso, Ischia (Napoli); Salvatore La Manna (Palermo).

Dal 2020 a Tokio il calcio con le stampelle potrebbe diventare Sport Paralimpico, e un altro sogno potrebbe avverarsi.

da Modena Today del 09-10-2014

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