Ora le barriere percettive sono meno sconosciute

 
Si è concluso a Udine il primo percorso formativo realizzato in Italia, dopo che l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e l’ADV (Associazione Disabili Visivi) hanno raggiunto un accordo per la realizzazione e la diffusione del sistema di alta tecnologia per la segnaletica tattilo-plantare e vocale. E il risultato è stato un ottimo documento, vera e propria summa dello stato dell’arte nel settore del superamento delle barriere percettive per le persone cieche e ipovedenti.

In prima fila sono stati l’ANFAMIV (Associazione Nazionale delle Famiglie dei Minorati Visivi) e tutti coloro che hanno contribuito a un percorso formativo destinato non soltanto ai tecnici, ma anche ai cittadini e ai volontari e che ha visto, nel suo sviluppo di quasi un anno, lezioni frontali alternate a momenti di confronto, con approfondimenti di laboratorio architettonico e sopralluoghi ambientali.
Il risultato è stato in un documento completo e aggiornatissimo, che costituisce una vera e propria summa dello stato dell’arte nel settore del superamento delle barriere percettive per le persone cieche e ipovedenti.

Parliamo del Progetto abbattimento barriere percettive, realizzato dalla citata ANFAMIV di Udine e dall’Associazione Progetto Tempo della città friulana, grazie al finanziamento del Servizio Solidarietà e Associazionismo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e in collaborazione con l’ADV (Associazione Disabili Visivi) e l’INMACI (Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi e Ipovedenti), oltreché con la Sezione di Pordenone dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). L’evento di sintesi dell’iniziativa si è avuto il 20 settembre scorso a Udine, presso la sede dell’ANFAMIV.
Il progetto – patrocinato dalla Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone Disabili e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia e dalla Provincia di Gorizia – ha avuto inizio nel mese di ottobre del 2013 e ha costituito di fatto il primo percorso formativo realizzato in Italia, dopo che l’UICI e l’ADV hanno raggiunto un accordo per la realizzazione e la diffusione del sistema di alta tecnologia per la segnaletica tattilo-plantare e vocale, denominato Loges-Vet-Evolution (LVE®), collaborazione formalizzata co-fondando il citato Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi e Ipovedenti (l’INMACI, appunto) e affratellando così le due principali Associazioni di e per le persone con disabilità visiva, impegnate a fondo per l’eliminazione delle barriere senso-percettive. Un impegno, questo, decisamente indispensabile, dato che quasi sempre, quando si parla di barriere architettoniche, si pensa soltanto ai gradini e alle porte strette, mentre la legge prevede espressamente come barriere «la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi».
Si tratta in concreto dell’obbligo di installare sulle pavimentazioni i segnali tattilo-vocali e di apporre le mappe a rilievo negli edifici e spazi pubblici, come anche in quelli privati aperti al pubblico, dotando gli incroci dei semafori acustici.

Dopo un primo incontro sulle tecniche di accompagnamento delle persone con disabilità visiva, tenuto da Corrado Bortolin, tecnico di Orientamento, Mobilità e Autonomia Personale, nella sua prima fase il corso ha proposto alcune lezioni teoriche, a partire dalla conoscenza della disabilità visiva, attraverso un’infarinatura di anatomia, fisiologia e patologia della visione (Giampaolo Bulligan, tiflologo), per poi affrontare la legislazione (a cura di chi scrive) e infine la cultura della progettazione accessibile (Giulio Nardone, presidente dell’ADV).
La seconda fase è stata poi caratterizzata dalle attività laboratoriali sul campo, effettuate sotto la supervisione esperta degli architetti Stefano Carlutti e Saveria Prai, che hanno guidato all’analisi di alcune delle criticità dovute alle barriere percettive, scelte tra le tante riscontrate nelle città di Udine, Pordenone e Gorizia.

Il progetto – come detto – si è concluso con la pubblicazione di un volume ben illustrato di circa duecento pagine in formato A4, intitolato Abbattimento barriere percettive – Progetto di formazione, sensibilizzazione e aggiornamento, edito dall’ADV e disponibile anche in CD, che vuole essere una guida pratica a disposizione dei tecnici delle Pubbliche Amministrazioni, così come dei professionisti che affrontino il progetto di un’opera ex novo o della ristrutturazione di una già realizzata, mettendo a disposizione una notevole casistica esemplificativa, ottenuta sviscerando alcune situazioni esistenti sui territori urbani di Udine, Pordenone e Gorizia, ed elaborando altrettante proposte per correggere o attrezzare lo status quo.
Infatti, come sottolinea Giampaolo Bulligan nelle conclusioni del volume, “questo vuole […] essere un contributo per ampliare innanzitutto le conoscenze e le competenze su tale argomento, anche con la finalità di aiutare i progettisti a considerare correttamente e in tutta la sua complessità il mondo della disabilità, ben più articolato di quanto appare a prima vista e com’era interpretato fino a pochi anni fa». «Ora l’obiettivo da raggiungere – sottolinea ancora – è quello di ottenere la vera e totale accessibilità dei luoghi pubblici e privati a cui, con LVE®, di fatto ci si può ben avvicinare anche per i disabili visivi».

Per avere il volume Abbattimento barriere percettive – Progetto di formazione, sensibilizzazione e aggiornamento (a stampa o su file PDF): Segreteria ADV (tel. 06 8550260; segreteria@disabilivisivi.it).

di Lorenza Vettor

da Superando.it del 11-10-2014

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