La sfida degli ingegneri: «Creare città senza barriere»

SALERNO. «Il caso di Alex Zanardi deve fare scuola: un portatore d’handicap è tutt’altro che un uomo finito». A dirlo è stato l’ingegnere bresciano Alberto Arenghi, ricercatore presso il Dicatam, all’inaugurazione del corso d’aggiornamento “Progettare per tutti”. Le tre giornate di approfondimento, che si terranno nel Comune di Salerno, hanno una parola d’ordine: “accessibilità”. Essa consiste nel promuover progetti compatibili con tutte le esigenze. Anche di quelle dei «tanto bistrattati» disabili. «Tutto è partito dagli Stati Uniti negli anni ’70. Ci si accorse allora che le città americane non erano a misura dei reduci di quella “sporca guerra”», ha detto l’ingegnere. Da allora si è cominciato a ragionare sul concetto di “barriera”, di ostacolo alle esigenze del cittadino, concetto che nel nostro Paese è stato introdotto solo anni dopo con il decreto ministeriale del 1989. Secondo Arenghi, barriere per un disabile possono essere costituite da scalinate ma anche da pavimenti, nel caso in cui essi siano antichi. Altra barriera è ovviamente la distanza, che nelle nostre città sempre più estese diviene sempre maggiore. C’è poi la folla, che può rappresentare anch’essa un’ostacolo per il disabile. Un ingegnere moderno deve dunque secondo Arenghi essere «un generatore di salute», tenere conto di tutti i cittadini, al di là delle loro capacità motorie, visive e uditive. La faccenda, in un una città come Salerno, dotata di un centro storico a vocazione turistica risulta niente affatto banale, anche perché, se siamo riusciti a stabilire uno standard per quello che gli uomini di legge chiamano il “quisque”, il chiunque, risulta invece assai complicato mettersi d’accordo sui canoni estetici. «Siamo tutti d’accordo sul fatto che vivere in tre in un bilocale di 35 metri quadri come avviene ora a molte famiglie indigenti porti diritto alla pazzia. Ma quando dobbiamo coniugare funzionalità e beltà, allora lì cominciano le dolenti note. Rosalba Fatigati ha detto che il Comune è ben lieto di ospitare la tre giorni, perché nel 2011 il progetto di riqualificazione urbana, il Peba, si è arricchito di un Piano di eliminazione delle barriere architettoniche. Martedì interverranno gli architetti Lucia Baracco e Consuelo Agnesi. Mercoledì sarà invece la volta degli ingegneri Mario Cuoco e Maddalena Lisanti.
Diego De Carlo

da La Città di Salerno del 14-10-2014

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