Chiesa con barriere, no ai lavori

MONDRAGONE. Una chiesa inibita all’accesso dei diversamente abili. A bloccare ogni intervento, una controversia con la Soprintendenza ai Beni Architettonici, preoccupata per gli impatti dei progetti finora presentati sulla conservazione della struttura originaria del complesso, risalente al 1300 e soggetto a tutela per il suo valore artistico. Succede a Mondragone, nello storico quartiere di Sant’Angelo, la cui chiesa parrocchiale, dedicata a san Michele Arcangelo, è il solo edificio di culto della città ancora inaccessibile alle persone disabili. A sbarrare loro l’ingresso sono due ampie rampe di scale che conducono alle due entrate del tempio.
E così, ci s’arrangia come si può. Spesso, in occasione delle festività più importanti, sono i familiari o i volontari ad aiutarli, sollevando le sedie a rotelle fino all’ingresso. Qualche volta, è intervenuto lo stesso parroco, don Paolo Marotta. Il più delle volte, però, rinunciano a partecipare alle funzioni religiose, specialmente i più anziani e soli. Negli anni, la struttura è stato oggetto di vari interventi di ristrutturazione e risanamento. L’ultimo risale appena a cinque anni fa, per la realizzazione di opere parrocchiali. Il progetto per abbattere le barriere architettoniche, con la realizzazione di una rampa antiscivolo in ferro, è stato fermato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici, per il suo impatto ambientale. La stessa avrebbe bocciato diverse altre proposte, presentate pare dall’ufficio diocesano per la conservazione dei beni ecclesiastici.
L’unico intervento ritenuto ammissibile sembra sia quello della realizzazione di un ascensore esterno. Un’ipotesi scartata dalla chiesa. Non è un problema di fondi, anzi. Molti privati hanno dato, da tempo, la loro disponibilità a farsi carico delle spese per la rimozione delle barriere. Il rischio è rappresentato dagli atti vandalici e dai danneggiamenti ai quali sarebbe soggetto l’impianto, il quale finirebbe per essere il più delle volte fuoriuso. Stanco di questa situazione, uno dei disabili residente nel quartiere, Paolo Palmieri ha scritto una lettera alla Soprintendenza, esponendo la situazione e ricordando come «La Soprintendenza dovrebbe farsi carico di proporre iniziative per la rimozione delle barriere nei siti ritenuti di valore artistico e non vietare progetti ed interventi. E dovrebbe suggerire opere, sistemi e materiali affinché le bellezze artistiche presenti siano accessibili a tutti, abili e disabili. Nel caso di specie della chiesa di San Michele – aggiunge – deturpano di più i tre pali con la segnaletica verticale e il punto luce collocati ai piedi dell’ingresso principale in modo disordinato e indecoroso». Palmieri propone una soluzione facile e limitato impatto: modificare l’ampio muro di cinta delle scale di accesso in via Croce di Monte, e convertirlo in scivolo per persone con disabilità, protetto da sponde della stessa fattura architettonica attuale. Sacrificando eventualmente pochi centimetri delle scale».

di Pierluigi Benvenuti

da Il Mattino del 18-10-2014

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