Barriere architettoniche al Liceo artistico di Ravenna: “La disabilita’ non e’ un fatto privato”

RAVENNA. Nuova lettera aperta alle istituzioni firmata dai docenti di sostegno, dagli educatori, dai tutor e dalle famiglie dei ragazzi diversamente abili del Nervi Severini: “Danno educativo-didattico”
Dopo la lettera aperta di denuncia per la mancanza di ascensori al Liceo artistico Nervi Severini firmata dal Presidente del Consiglio d’Istituto del Liceo Giuliano Taibi, dal Dirigente Scolastico Marcello Landi e da tutto il Collegio Docenti e inviata a Provincia e Comune di Ravenna, Ufficio Ambito territoriale della Provincia di Ravenna e Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna, ora agli stessi destinatari è stata inviata una seconda lettera firmata dai docenti di sostegno, dagli educatori, dai tutor e dalle famiglie dei ragazzi DA iscritti presso tale Liceo. Ne riportiamo di seguito il testo integrale.

«La definizione normativa di barriere architettoniche è contenuta nell’art. 1, comma 2, del D. P. R. 503/1996, che definisce le “barriere architettoniche” come:
a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi attrezzature o componenti;
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Con specifico riferimento agli edifici scolastici, le caratteristiche e i requisiti necessari per l’eliminazione delle barriere architettoniche devono interessare non soltanto le strutture interne ed esterne, ma anche l’arredamento, i sussidi e le attrezzature necessarie per assicurare lo svolgimento delle attività didattiche, che devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di invalidità (banchi, sedie, materiale Braille, spogliatoi, ecc.).

Il Liceo artistico “P. L. Nervi – G. Severini” di Ravenna accoglie attualmente 28 ragazzi certificati ai sensi della L.104/92. Negli ultimi anni il loro numero è notevolmente aumentato (l’anno prossimo saranno 33) e la scuola si è sempre dimostrata pronta ad accogliere le diverse richieste dei ragazzi e delle loro famiglie.

Molti di questi alunni presentano disabilità gravi, al punto di non essere in grado di spostarsi all’interno dell’edificio scolastico in maniera autonoma.

L’impegno che da anni il nostro Istituto dimostra nel portare avanti reali percorsi di inclusione trova però, nelle barriere architettoniche, ancora oggi un grande ostacolo, in quanto, nonostante i ripetuti solleciti da parte della scuola, siamo l’unico Liceo di Ravenna a non avere un ascensore che permetta, a chi non ha la possibilità di servirsi delle comuni scale, di raggiungere il piano superiore. L’inaccessibilità risulta ancor più grave se si pensa che proprio al primo piano sono collocate aule e laboratori già in parte perfettamente ristrutturati.

Se pensiamo a quanto sia importante l’utilizzo dei laboratori da parte di ragazzi che, soprattutto nei linguaggi artistici, possono trovare modalità comunicative ed espressive altre, è evidente che non si tratta più di disagio ma di danno educativo-didattico vero e proprio.

A questo punto è lecito porsi qualche domanda: è possibile continuare a limitare in maniera così discriminante la frequenza al solo piano terra (del resto fornito di un numero minore di aule) a chi non è in grado di recarsi al piano superiore? Se uno degli obiettivi prioritari della “Buona Scuola” è investire sull’istruzione e sull’edilizia scolastica, può avere un senso il comunicato della Provincia di Ravenna (in data 16 dicembre 2014) in cui si “invitano” le scuole a un’incredibile quanto impossibile “razionalizzazione” degli spazi, purché il tutto sia a costo zero? È possibile pensare di poter continuare ad accogliere ragazzi disabili anche gravi se ci si vede costretti a ricercare e a ricreare spazi in cui svolgere attività al piano terra, attività che potrebbero essere svolte agevolmente in laboratori adeguati e predisposti al piano superiore (e certamente con maggior soddisfazione dei ragazzi)?

La “promessa” di un recupero edilizio e di un adeguamento normativo per la sede del Liceo Artistico Statale di Via Tombesi dall’Ova n.14 risale al 2004, ma poi tutto si è arenato, tutto è rimasto in una situazione di stallo.

Questa lettera aperta desidera avere da parte del Presidente della Provincia una risposta che sia rispettosa del diritto di tutti allo studio e all’istruzione e rispettosa della libertà di iscriversi in una scuola senza che l’elemento discriminante sia la presenza o meno di un ascensore».

I docenti di sostegno, gli educatori, i tutor e le famiglie dei ragazzi diversamente abili iscritti presso il Liceo Artistico “P.L. Nervi-G. Severini” di Ravenna.

Ravennanotizie.it del 18-03-2015

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